Lun 11 Feb 2019 - 563 visite
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Peggiora l’emergenza ricoveri a Cona

A gennaio ben 1056 ricoveri dal Pronto Soccorso. Rispetto all'anno scorso è stata evitata la sospensione della programmazione chirurgica

La situazione legata all’iperafflusso, che dall’inizio dell’anno interessa in forma intensiva l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, non accenna a diminuire. Anzi, in questi ultimi giorni, la forte pressione di ricovero è andata peggiorando a causa dell’arrivo del picco influenzale.

Alle 16 di lunedì 11 febbraio, tutti i posti letto del Dipartimento Medico e del Reparto di Medicina d’Urgenza e Chirurgia d’Urgenza erano occupati.

Per la fine della giornata anche alcuni posti letto nei reparti Chirurgici andranno occupati, sempre facendo presente che tutto questo non andrà ad intaccare l’attività programmata in queste Unità Operative.

Dai dati forniti dalla Direzione Medica di Presidio spicca una considerazione: non è stato il numero degli accessi al Pronto Soccorso, pur alto, a mettere l’ospedale sotto forte pressione da gennaio, ma il numero di ricoveri.

Il Pronto Soccorso. Nel mese di gennaio 2019 si sono registrati 4357 accessi in Pronto Soccorso Generale (PS specialistici esclusi), con una media giornaliera di 140 accessi al giorno. Nello stesso periodo dell’anno precedente gli accessi erano stati 113 in più, con una media di 144 accessi al giorno: questo dato è in parte spiegabile con l’andamento della curva epidemica influenzale che nel 2018 aveva mostrato un rialzo più marcato nella fase iniziale dell’anno.

Il dato di gennaio 2019 non è quindi particolarmente critico rispetto ai valori del 2018, costantemente alti anche nei mesi storicamente meno intensi in termini di accessi. Ad esempio, a giugno 2018 si sono registrati 4298 accessi (media 143 al giorno, più alta di quella di gennaio 2019). Se invece il confronto si sposta su giugno 2017, si sono registrati 3990 accessi, con una media considerevolmente più bassa (133 al giorno).

I ricoveri. A gennaio 2018 sono stati effettuati 1056 ricoveri da PS generale, nel gennaio 2019 sono stati 1069, quindi 13 in più pur con un numero di accessi inferiore: la percentuale di ricovero è infatti passata da 23,5% a 24,5%. Se poi si entra nel dettaglio del Dipartimento Medico e Medico Specialistico, l’aumento dei ricoveri (accessi da PS più trasferimenti di pazienti provenienti da altri Dipartimenti) risulta più marcato: da 737 del gennaio 2018 a 776 del 2019 (+ 39). Dunque i ricoveri si sono concentrati in ambiente internistico.

Le dimissioni. Il numero delle dimissioni del Dipartimento Medico e Medico Specialistico è leggermente aumentato nel confronto gennaio 2018 – gennaio 2019 (da 742 a 771, +29 dimissioni), ma non in modo sufficiente per compensare l’aumento dei ricoveri.

Dalla giornata in cui si è avuta l’attivazione dei 17 posti letto aggiuntivi all’interno della Medicina d’Urgenza (28 gennaio) con copertura medica dedicata, il numero medio delle uscite da Dipartimento Medico e Medico Specialistico (dimissioni più trasferimenti verso altre Unità Operative) è sostanzialmente costante.

Contestualmente non vi è un sensibile aumento del numero delle dimissioni da Medicina d’Urgenza/Osservazione Breve Intensiva (Obi) a seguito dell’aumento della dotazione di posti letto previsti in base al piano iperafflusso: ad esempio, dalle 46 uscite della settimana dal 7 al 13 gennaio 2019 si è passati alle 48 della settimana dal 28 gennaio al 3 febbraio 2019 (settimana successiva all’aumento della dotazione).

Il piano iperafflusso. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara si è dotata, da dicembre 2017, di un piano di gestione dell’iperafflusso, così come richiesto dalla Regione Emilia-Romagna. Le azioni messe in campo dal Sant’Anna per la gestione dell’iperafflusso sono state molteplici.

Da dicembre 2016, i ricoveri internistici da Pronto Soccorso avvengono verso il Dipartimento Medico dalle 8 alle 20 di tutti i giorni e verso un unico reparto di degenza nelle ore notturne (Medicina di Urgenza) che provvede poi alla collocazione del paziente nella altre Unità Operative il giorno successivo.

Per permettere questo, le Unità Operative di Medicina e Chirurgia d’Urgenza (nel 2016) hanno aumentato la loro dotazione rispettivamente di 10 e 7 posti letto. Contestualmente è stata istituita la funzione di Bed Management, con lo scopo di migliorare il flusso dei pazienti in ospedale e, da gennaio 2017, anche quella di Case Management.

Da ricordare anche la modifica strutturale e organizzativa in Pronto Soccorso, avvenuta nel 2017, che ha permesso la creazione di open space e divisione dell’attività in due aree distinte: un’area A (ovvero area ad alta intensità di cure e/o ad alta complessità assistenziale), alla quale afferiscono i pazienti con codice rosso, giallo e verde e un’area B (ovvero area a medio/bassa intensità di cure e/o a medio/bassa complessità assistenziale), alla quale afferiscono i pazienti con codice giallo, verde e bianco.

Durante il 2018 si è lavorato per preparare l’azienda al prevedibile aumento della pressione di ricovero durante la stagione invernale. Per questo si è provveduto al trasloco di un blocco ambulatoriale (Cardiologia e Dermatologia) negli spazi all’1B0 (Settore 1, Corpo B, Piano 0) e il blocco rimasto libero al 3B0 (Settore 3, Corpo B, Piano 0) è stato ristrutturato rendendolo capace di ospitare 24 posti letto.

Inoltre, nel mese di dicembre, l’Unità Operativa di Chirurgia d’Urgenza è stata trasferita in questo blocco di degenza. Quest’ultimo trasferimento ha permesso di creare 2 bacini di espansione, utilizzabili secondo necessità: 17 posti letto nel blocco di degenza della Medicina d’Urgenza e 7 posti letto nel blocco di degenza della Chirurgia d’Urgenza. Per poter gestire questi letti aggiuntivi si è proceduto al reclutamento di personale sanitario, sia medico che del comparto.

La dotazione di questi posti letto cosiddetti “di espansione” è disponibile per gestire le situazioni emergenziali, per evitare un’eccessiva concentrazione di ricoveri internistici nei letti delle Unità Operative chirurgiche e, di conseguenza, il possibile rinvio di parte dell’attività chirurgica.

Non trovando personale medico sufficiente da assumere con contratti a tempo determinato o indeterminato, parte della quota oraria di assistenza medica viene coperta da attività simil-alpi prestata dai medici della stessa azienda.

Le fasi previste dal piano di iperafflusso e l’utilizzo di posti letti aggiuntivi hanno permesso di gestire una pressione di ricovero ancora superiore a quella del gennaio 2018, mese in cui si era verificata una forte occupazione di posti letto chirurgici da parte di pazienti internistici, con inevitabili ripercussioni sulla programmazione chirurgica (sospesa per qualche settimana). Questo, nel gennaio 2019, è stato completamente evitato permettendo alle Unità Operative chirurgiche una normale programmazione dell’attività.

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