Mer 30 Gen 2019 - 636 visite
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Il ‘piano Leka’ per far risorgere la Bondi: “Difesa più intensa e tranquillità”

Tanti ringraziamenti anche a Bonacina. D’Auria: “Ho perso un coach ma non ho perso un amico”

di Andrea Mainardi

Dodici giornate per salvare il salvabile ed evitare che il Kleb Basket si schianti contro una brutale retrocessione. È questo l’obiettivo di coach Spiro Leka, chiamato a sostituire Andrea Bonacina dopo la sconfitta di Piacenza per ridare identità e grinta alla squadra. I tempi sono stretti perché già mercoledì si torna in campo contro Montegranaro, avversario molto ostico, ma alla squadra è chiesta una reazione decisa unita ad una coesione da ritrovare.

Il primo a spiegare come si è giunti a questo cambio di rotta è il vicepresidente del Kleb Marco Cocchi: “E’ doveroso un saluto ad Andrea Bonacina. Al tavolo sono io la persona più triste dato che la decisione di metterlo sulla nostra panchina fu essenzialmente mia. Sembrava essere una scommessa vinta ma purtroppo prendiamo atto che il buon percorso iniziato lo scorso anno non è proseguito. I risultati imponevano un cambio di rotta importante e la necessità di dare una ulteriore scossa a quella che sembrava una situazione di avvitamento ormai della squadra. Domenica scorsa abbiamo visto tanto nervosismo e difficoltà anche nel fare le cose più semplici”.

Spiro Leka può essere l’uomo giusto per guidare la Bondi fuori dalle sabbie mobili: “Abbiamo deciso quindi di puntare su coach Leka perché ci sembra quello più in grado di assumersi certe responsabilità, un piccolo rammarico è quello di non aver preso questa decisione subito dopo la gara dopo Cento sprecando una settimana di lavoro. A volte i sentimenti prevalgono sulla ragione ma in certe situazioni vanno messi da parte”.

Anche il presidente Francesco D’Auria ricorda con affetto coach Bonacina, ma guardando già avanti: “Concordo con quanto ha detto Marco. Ora dobbiamo voltare pagina per salvare la categoria, con Andrea ho perso un coach ma non ho perso un amico. Ora dobbiamo pensare a far bene tirando fuori il massimo dai nostri atleti”.

Ecco poi coach Leka, che racconta il primo impatto con Ferrara: “Sono contentissimo delle persone che ho attorno e vedo nel momento difficile consapevolezza e gente che non vuole mollare. Prima di alzare bandiera bianco dobbiamo provarle tutte, adesso non esiste più ‘io’ ma il ‘noi’ e solo chi accetta questo può andare avanti. Ho chiesto di dare qualcosina in più del 100% poi sappiamo bene com’è fatto lo sport, dobbiamo analizzare se ciò che chiediamo viene tradotto sul campo facendoci diventare una squadra più aggressiva e che corre più in contropiede. I miei interventi saranno graduali perché già domani si gioca e rischiamo di aumentare la confusione. Vogliamo far capire che se i giocatori giocano senza tranquillità rendono molto meno del proprio potenziale”.

Ci sono aggiustamenti da fare, ed equilibri da ritrovare: “Aumenteremo la pressione sulle linee di passaggio ed in difesa dobbiamo aiutarci di più a vicenda. Non faremo comunque un ‘corri e tira’ perché vanno trovati ancora i giusti equilibri nella squadra e nel suo gioco”.

Mercoledì sera si torna già in campo contro Montegranaro: “Rispettiamo tutti gli avversari ma siamo al punto che non dobbiamo guardare in faccia a nessuno, provando a racimolare qualcosa contro tutti. Faremo qualche aggiustamento ma niente di clamoroso per fare in modo che la squadra forzi un po’ meno e perda meno palloni stupidi. Dall’esperienza di Pesaro so che non è facile giocare tranquilli quando una compagine come questa è ‘in trincea’ “.

Da più parti si legge di una squadra le cui gerarchie hanno bisogno di essere ben delineate: “La squadra è un qualcosa di vivo, c’è ovviamente la ‘chimica’ che va e viene ma l’importante che la strada sia la stessa per tutti. Abbiamo uno tra i migliori giocatori del campionato (Swann ndr) che a volte va oltre a dove deve andare. Lui è pronto a mettersi al servizio della squadra, che deve imparare a giocare con lui e non per lui, il che ci renderà meno prevedibili aumentando la nostra pericolosità”.

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