Mar 22 Gen 2019 - 1723 visite
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Scollature e book provocanti: la gaffe su Instagram di Roberta Fusari

Automatismi per apprezzare tutte le foto 'ferraresi', comprese quelle quasi osè. La candidata: "Errore, lo correggeremo subito"

di Martin Miraglia

Cosa c’è in comune tra i fondoschiena delle ragazze che ballano al ‘Barracuda’, la foto di una studentessa di Unife, un modello che porta una giacca scontata del 50%, una ragazza che sorride sotto un paio di baffi finti e una zuppa inglese? Corrispondono tutte alla descrizione delle fotografie che il profilo Instagram della candidata sindaco Roberta Fusari ha ‘likato’, ovvero ha apprezzato dopo che — è l’unica spiegazione plausibile — il suo staff ha azionato diversi ‘bot’ per mettere indiscriminatamente un mi piace a ogni foto pubblicata con un hashtag che menzionasse gli utenti ferraresi di Instagram a meno di una settimana dal lancio ufficiale del profilo avvenuto il 15 gennaio.

Lo staff social di Fusari ha dato avvio all’automatismo nel giro delle ultime 48 ore circa, ed è servito poco perché gli addetti ai lavori si rendessero conto del comportamento anomalo, non perché non voluto ma perché tarato male.

Un esempio dei bot in azione tramite il profilo Instagram di Roberta Fusari / Daniele Botti, Facebook

Il primo a segnalare il problema con un post su Facebook che menzionava la pagina sullo stesso social della candidata e assessore all’urbanistica è stato nel tardo pomeriggio di lunedì Daniele Botti, un giovane digital marketing consultant ferrarese, che ha visto arrivare tra i ‘mi piace’ alla pagina del ‘Barracuda’ — una discoteca di Lido di Spina — quelli del profilo di Fusari nonostante la scarsa convenienza politica: a essere apprezzate erano infatti fondoschiena e audaci scollature.

“Chiama il tuo social media manager perché sta riscontrando giusto qualche problema a gestire i like automatizzati sul tuo profilo Instagram”, ha scritto scherzosamente, aggiungendo che “sederi delle feste reggaeton in discoteca non sono esattamente il target al quale puntare per aumentare le possibilità di vincere le elezioni”.

Le strategie alle quali Botti allude si riferiscono a quello che in gergo viene definito ‘Like 4 like’, ovvero un apprezzamento a una foto viene rilasciato con lo scopo di riceverne un altro ed aumentare così artificialmente gli apprezzamenti delle proprie immagini.

Per ottenere questo risultato, secondo quanto dedotto a seguito di una verifica degli hashtag possibilmente associati con gli automatismi, alcuni bot erano stati impostati tra sabato e domenica per apprezzare ogni fotografia venisse pubblicata con l’hashtag #igersferrara, ovvero Instagrammer di Ferrara, oltre molto probabilmente ad altri simili non immediatamente identificabili.

Quella parola chiave è però estremamente popolare, e tra le foto che piacciono al profilo della Fusari ci sono quelle di una studentessa 20enne di Vicenza durante uno shooting fotografico, foto d’archivio di imprese reali e concept store, una cameriera 30enne che aveva scattato una propria fotografia da condividere con gli amici, ritratti di tifosi allo stadio e tanto altro tra i classici skyline del Castello Estense e le promozioni dei bar del territorio.

“Mi avevano avvisata durante una commissione consiliare”, ha ammesso ad estense.com la candidata. “Me l’ha detto Balboni (Alessandro, ndr), che è giovane e più pratico di queste cose, mi ha anche avvisato che ci sono molti like a dei culi”, ha aggiunto poi Fusari con ammirevole candore spiegando poi di non gestire i social network a suo nome in prima persona e di aver programmato per la stessa serata un incontro con il suo staff al termine del quale ha dichiarato di essere pronta ad applicare dei correttivi il più presto possibile “per correggere quello che è stato un errore”. Non ci sarebbero state ripercussioni immediate sullo staff social, dice anche la stessa candidata: “Siamo in gruppo di persone attorno al progetto, lavoriamo insieme”.

Questo non è però l’unico comportamento sorretto da automatismi che appare nel profilo Instagram dell’assessore all’urbanistica. Se infatti i seguaci sono poco meno di 700, nella serata di lunedì il numero di profili seguiti ha esattamente uno zero in più: sono 6700 su 670 follower. Anche in questo caso, i profili genuini o con connessioni significative con la candidata sindaco sono la minoranza di quelli seguiti: tra questi spiccano un profilo contente una biografia in arabo e due foto di archivio (ma casi simili di profili gestiti da robot se ne contano a decine), il fotografo di una radio, un altro fotografo di strada, una fotomodella 44enne di tatuaggi sensuali della provincia di Roma, altri giovani da fuori provincia e altre artiste nel campo dell’astratto.

Anche in questo caso, la strategia — che si chiama ‘Follow 4 Follow’ e già dimostra nel nome il suo carattere di Do ut des — al pari della precedente prevede il seguire più utenti possibili con il tornaconto che, per mantenere i numeri alti, l’azione sia reciproca per aumentare la visibilità delle proprie pubblicazioni e vantare una popolarità in realtà inesistente. Anche in questo caso il problema, più che nella strategia, è nella pesca a strascico da parte di una campagna politica di profili che include, oltre a profili falsi, anche quelli di persone con poco o nulla a che fare con le amministrative.

Al netto dell’imbarazzo per la candidata, l’uso di automatismi su Instagram è proibito dai termini legali per l’uso della piattaforma. Anche se il social network stesso, da anni di proprietà di Facebook, usa un approccio molto rilassato nei confronti dell’uso dei bot, le sanzioni per il profilo della candidata possono arrivare all’esclusione dalla piattaforma sia temporaneamente che in via definitiva.

“Grazie a chi ci ha segnalato il problema su Instagram. Ci stiamo impegnando al massimo per essere sempre attenti e presenti su tutti i canali di comunicazione, abbiamo risolto l’errore”, è stato infine il messaggio comparso sulla stessa pagina social in serata da parte della candidata.

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