Ven 18 Gen 2019 - 860 visite
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Le aggressioni agli operatori sanitari sono triplicate in tre anni

Più della metà degli episodi violenti avvengono nel servizio psichiatrico, sono attuate dai pazienti e sono correlate alla loro patologia: ecco perché forse è sbagliato parlare di emergenza

Le aggressioni ai danni degli operatori sanitari nei presidi gestiti dall’Ausl di Ferrara sono triplicati negli ultimi tre anni, passando da 26 a 75, ma è forse non corretto parlare di “emergenza violenza”.

Secondo i dati forniti dalla stessa azienda sanitaria, nel triennio 2016-18, “l’area maggiormente interessata dal fenomeno è rappresentata dal servizio psichiatrico ospedaliero di diagnosi e cura, dove si concentra oltre il 50% della casistica. In questi casi, però – sottolinea l’Asul – l’evento aggressivo è agito da pazienti e correlato strettamente con la patologia sofferta dal paziente”. Nello specifico, nel 2016 si sono verificate 26 aggressioni (sia verbali che fisiche), 24 delle quali nell’area psichiatrica/dipendenze; nel 2017 il dato è sceso, con 20 aggressioni totali, 10 delle quali sempre nell’area psichiatrica; nel 2018 c’è stato un incremento significativo: le aggressioni totali sono state 75, ma anche in questo caso la stragrande maggioranza, ben 58, sono avvenute nell’area psichiatrica.

Certo, non va sottovalutato che nello stesso triennio le aggressioni in pronto soccorso sono man mano aumentate (una nel 2016, 3 nel 2017 e 5 nel 2018), così come sono aumentate anche nelle altre aree, passando da una nel 2016 a 7 nel 2017 fino alle 12 dello scorso anno.

2016

2017

2018

Tipologia aggressione

Area/ambito

Aggressione

Verbale

Aggressione Fisica

Aggressione

Verbale

Aggressione Fisica

Aggressione

Verbale

Aggressione

Fisica

Area

psichiatrica/dipendenze

10

14

4

6

27

31

Pronto Soccorso

0

1

2

1

4

1

Altro (es. area medica, area

ambulatoriale, ecc.)

0

1

7

0

12

0

TOTALE PARZIALE

10

16

13

7

43

32

TOTALE GENERALE

26

20

75

Ma è altrettanto vero che in nessun caso le aggressioni fisiche hanno determinato esiti gravi, anzi, nella maggior parte dei casi non si sono registrati danni.

“Fin dal 2014 l’Azienda Usl ha costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha analizzato la situazione e ha elaborato una procedura aziendale pubblicata e diffusa già dall’ottobre dello stesso anno. Si tratta del documento ‘Prevenzione, gestione e monitoraggio degli eventi etero- aggressivi rivolto agli operatori’ – fa sapere l’Ausl -. Contestualmente è stato attivato un sistema di monitoraggio degli eventi aggressivi a danno degli operatori attraverso l’utilizzo di una specifica scheda di segnalazione. La consapevolezza delle potenziali conflittualità in alcuni settori ha portato l’Azienda a decidere di somministrare un questionario informativo al personale delle unità operative di pronto soccorso e 118”. Il piano è stato revisionato nel 2016 e verrà revisionato ancora nel 2019.

Non solo, perché, nel corso del tempo – anche per rispondere alle previsioni legislative – “si è provveduto ad attuare alcuni interventi di carattere tecnico-strutturale finalizzati a ridurre la probabilità e le eventuali conseguenze di atti di violenza a danno degli operatori sanitari”, come il vetro protettivo postazione triage all’ospedale del Delta o l’attivazione di sistemi di allarme”.

Interventi che per l’Ausl dimostrano “la grande attenzione che l’Azienda rivolge ormai da anni al tema e che gli interventi programmati e ribaditi di recente non rappresentano un’azione estemporanea ma si inseriscono pienamente in un sistema di governo dei processi e delle relazioni”.

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