Mer 16 Gen 2019 - 903 visite
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Palazzo Diamanti. Sgarbi interroga il ministro Bonisoli

Il critico: “Il Comune ha indebitamente proceduto a indire un concorso non per il restauro ma per l’ampliamento”

La polemica sull’intervento di ampliamento degli spazi espositivi di palazzo dei Diamanti arriva ufficialmente in Parlamento: mercoledì mattina Vittorio Sgarbi – che l’ha sollevata – ha presentato un’interrogazione rivolta al ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli.

“Il patrimonio artistico italiano è difeso da una precisa e consolidata normativa che attribuisce al ministero la funzione di tutela e prescrive che le regioni, i comuni, città metropolitane e le province cooperino con il ministero con concorde spirito”, afferma Sgarbi che poi cita la legge su ciò che è oggetto di tale tutela –  “i beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico e artistico oppure tale da recare pregiudizio alla loro conservazione” – e sui limiti della conservazione e del restauro in operazioni “finalizzate all’integrità materiale e al recupero del bene medesimo”.

Nell’interrogazione – almeno per quanto riporta l’ufficio stampa – Sgarbi si spinge fino a dire che “il Comune di Ferrara ha indebitamente proceduto a indire un concorso non per il restauro ma per l’ampliamento di Palazzo dei Diamanti, con l’obiettivo concreto di realizzare il progetto vincitore, per precedenti garanzie, e complicità politiche, nonostante i principi e le norme sopra ricordati”.

Con l’interrogazione Sgarbi chiede al ministro dei beni culturali di “richiamare gli uffici competenti, al di là di indebite pressioni e coperture politiche o utilitaristiche, a vigilare sul rispetto della legge che non consente, e non ve ne sono precedenti, per edifici del valore universale di Palazzo dei Diamanti, in una città del Rinascimento dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco, manomissioni, alterazioni, integrazioni, ampliamenti, che ne compromettano la secolare ‘integrità materiale’, come hanno richiamato luminari della tutela come Christoph Frommel, Arturo Carlo Quintavalle, Andrea Emiliani, Eugenio Riccomini, Giuseppe Cristinelli, Vittorio Emiliani, Elio Garzillo, Luigi Malnati, Massimo Osanna, alcuni dei quali sovrintendenti emeriti del ministero dei beni culturali”.

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