Lun 14 Gen 2019 - 458 visite
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Mesola, commissariata la Commissione Elettorale. Padovani: “La minoranza continua a creare disagi”

Clima sempre teso in Castello: "Nuovo impedimento creato dall'opposizione". La viceprefetto Mariaclaudia Ricciardi presiederà i lavori in vista delle amministrative

di Giuseppe Malatesta

Mesola. Dopo due convocazioni andate deserte e una terza in cui è mancato il numero legale, l’amministrazione comunale di Mesola si è vista costretta a chiedere la nomina di un commissario prefettizio che portasse a termine gli adempimenti previsti per l’aggiornamento e l’approvazione dell’albo aggiornato degli scrutatori.

Un passaggio più che mai necessario nel Comune deltizio che in primavera rinnoverà sindaco e consiglio comunale in occasione delle elezioni amministrative. “Ad essere di impedimento – chiarisce il sindaco Gianni Padovani – sono stati ancora una volta i rappresentanti di minoranza”. Che il clima in Castello non sia dei migliori ultimamente è cosa risaputa, come noto è il pressing che un’opposizione compatta (e rimpolpata da due ex consiglieri di Padovani) sta esercitando sul primo cittadino, chiedendo le sue dimissioni da quando (da settembre) la sua maggioranza numerica in Consiglio è venuta a mancare.

La proposta di fusione con Goro ha inasprito ulteriormente gli animi. Bocciata alle urne, la soluzione caldeggiata da Padovani è stata promossa in linea di massima solo dalla comunità di Bosco Mesola, un dato che la minoranza ha interpretato facilmente. “Sappiamo bene che è l’unica comunità tenuta in considerazione da questa giunta, che a Bosco Mesola si asfaltino perfino i pollai è sotto l’occhio di tutti, mentre il resto del territorio viene trascurato in manutenzione e lavori pubblici” commentava qualche settimana fa Michele Gatti, ex assessore di Padovani ora passato all’opposizione.

Tornando al fatto più recente, sarà il viceprefetto Mariaclaudia Ricciardi a presiedere la Commissione per l’iscrizione o cancellazione dei cittadini che hanno fatto richiesta di fare gli scrutatori, adempimenti che – almeno in teoria – richiederanno “il disbrigo di semplici e veloci pratiche” ma che prevederanno in questo caso specifico il rimborso delle spese di trasferta del commissario a carico dell’ente. Volendo ‘fare le pulci’, si potrà facilmente attribuire alla minoranza la responsabilità di un esborso che, seppur piccolo, il Comune dovrà sostenere.

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