Dom 13 Gen 2019 - 972 visite
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Il Pd si mobilita contro il governo: “Stiamo tornando indietro”

Boldrini al banchetto in piazza: "Sviano fondi importanti al sistema sociale, ascoltiamo i bisogni delle persone"

di Martin Miraglia

Il Pd si è mobilitato sabato, anche a Ferrara, contro la legge di bilancio approvata “obtorto collo” dal parlamento nelle ultime ore dell’anno scorso con una serie di banchetti sparsi in oltre 100 piazze in tutta la regione dei quali 12 in provincia al quale vanno aggiunte le iniziative dei circoli aperti e la distribuzione di materiale informativo casa per casa nella zona dell’argentano.

I democratici hanno quindi diffuso volantini con diversi messaggi: da quanto già realizzato — la richiesta di autonomia, l’abolizione del superticket, l’introduzione del Res e l’autobus gratis per gli abbonati al treno — alla loro proposta di manovra all’agenda sociale sul lavoro.

“Siamo qui perché siamo contrari a questa legge di bilancio approvata senza la nostra partecipazione e con il ricorso da parte nostra alla consulta”, spiega l’onorevole ferrarese Paola Boldrini che nel pomeriggio ha presenziato al tavolo informativo di corso Martiri della Libertà, “perché pensiamo che questa sia il contrario di ciò che hanno bisogno i cittadini”.

Un esempio su tutti è quello del “reddito di cittadinanza che sta portando via forme di sostegno al vero Rei che contrasta la povertà che non è solo di tipo economico. Siamo contrari alla distrazione di fondi da un sistema messo in piedi verso il reddito di cittadinanza e la quota 100 che secondo noi non porterà ai risultati sperati ma svuoterà i luoghi in cui adesso ci sarebbe bisogno portando via persone dalla sanità, dalla scuola e anche dall’Inps che risolveranno i loro problemi andando in pensione causando però un’ulteriore difficoltà nel garantire questi servizi”.

Purtroppo aumenteranno le tasse e abbiamo la spada di Damocle sulla testa delle famose clausole di salvaguardia specialmente sull’Iva per il 2020 e 2021 che se scatterà causerà problemi gravissimi”, prosegue Boldrini che poi rammenta come “gli ultimi dati dell’Istat certificano che l’Italia si sta avviando verso la recessione”.

“Per tutti questi motivi l’Italia che stava crescendo si trova a tornare indietro per colpa delle scelte di questo governo. Noi faremo opposizione nel merito e quindi cerchiamo di parlare con i cittadini per spiegare queste ragioni. Abbiamo incontrato persone che avevano voglia di parlare, e i banchetti vanno bene per questo motivo: poter ascoltare i bisogni delle persone che spesso non sanno che a volte ci sono già leggi che le tutelano”, conclude la parlamentare ferrarese.

Nel suo ‘cambio di rotta’ quindi il Pd propone meno tasse alle imprese che assumono e un’imposta fissa al 24% sul reddito d’impresa, la resa permanente dell’Ape social e la pensione a 63 anni per i lavori usuranti e crediti di imposta per la formazione oltre a un rifinanziamento del reddito di inclusione e il ripristino del progetto Italia Sicura con un investimento di oltre 3 miliardi di euro l’anno.

Nell’agenda sociale dei democratici invece si chiede in aggiunta un salario minimo di 9 euro netti l’ora per i lavoratori fuori dai contratti collettivi nazionali, assegni a sostegno della natalità, la riduzione del cuneo fiscale sugli indeterminati, incentivi alla trasformazioni di contratti a termine in stabili, un equivalente del Tfr per i lavoratori precari e il mantenimento delle tutele crescenti.

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