Sab 12 Gen 2019 - 824 visite
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Ex Cercom. Il sindaco Fabbri pensa al referendum consultivo

La chiamata alle urne "unica via per un'eventuale consultazione popolare, ma solo a Conferenza dei Servizi conclusa"

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. Potrebbe essere un referendum popolare ad indirizzare in modo più definito le scelte sulla ristrutturazione della Ex Cercom, la fabbrica ceramica che la nuova proprietaria Sacmi Imola vorrebbe riattivare tra Comacchio e Porto Garibaldi.

A prendere in esame la possibilità di una consultazione alle urne è il sindaco Marco Fabbri, che in questi mesi di acceso dibattito ha piuttosto risparmiato dichiarazioni e proclami sul tema, rimettendosi ai pareri tecnici, scegliendo poi ultimamente di esprimere una posizione di cautela e ribadire che quella della salute pubblica è anche la sua priorità e non solo quella dei suoi detrattori.

La mia posizione rimane chiara: prima la salute e l’ambiente, poi il lavoro” afferma Fabbri, a pochi giorni da una nuova Conferenza dei Servizi convocata dagli organismi tecnici interessati, gli stessi che il sindaco sembra in qualche modo bacchettare. “Mi risulta che verranno affrontati ancora una volta temi prettamente di natura procedimentale: contestualmente mi auguro che vengano altresì prodotte e discusse tutte le richieste di integrazioni avanzate, nonché ci sia la possibilità per gli enti di esprimersi definitivamente, in particolare rispetto ai temi ambientali ed igienico-sanitari. Solo in presenza di tali risposte l’amministrazione comunale e la cittadinanza potranno farsi un’idea compiuta e consapevole sulla questione. Ad oggi, la discussione è ancora assestata sul livello di comitati e consulenti di parte che ruotano come i girasoli”.

Dichiarazioni, quelle del sindaco, che capovolgono la percezione diffusa degli ultimi tempi, quella che voleva un’amministrazione sorda ed interessata ad agevolare l’insediamento di Sacmi nel comacchiese: Fabbri, nella partita, si mette nella stessa metà campo dei suoi cittadini. È poi commentando gli esiti del sondaggio promosso da Ascom Comacchio che lascia trapelare la novità della consultazione referendaria: iniziative simili sono secondo il sindaco “sempre positive, anche se effettuate su un numero così esiguo di operatori del settore. Non ritengo altresì di condividere le tempistiche di somministrazione dei quesiti, ovvero prima di conoscere i pareri degli enti tecnici. Le tre domande poste, inoltre sono poste in forma interrogativa e con costrutti negativi, il cui scopo non è dunque quello di ottenere una risposta, ma di affermare con forza un contenuto”.

“Credo che tali consultazioni siano poco significative, metodologicamente poco scientifiche e non rappresentative della realtà rispetto all’esiguo campione di riferimento. Ritengo che l’unica via percorribile, per un’eventuale consultazione pubblica qualora venisse ritenuta opportuna, possa essere quella del referendum consultivo previsto dallo Statuto Comunale e che oggi, per norma statutaria, non potrebbe comunque essere svolto fintanto che non si fossero conclusi i lavori della Conferenza dei Servizi. Quella espressa, resta una posizione personale e preliminare – conclude il sindaco – che dovrebbe comunque essere condivisa dal Consiglio Comunale, il quale ha la responsabilità di esprimersi. Occorre precisare che un eventuale referendum avrebbe comunque scopi esclusivamente consultivi e non decisori”.

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