Ven 11 Gen 2019 - 1429 visite
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In Appello sconto di pena per l’ex broker Mazzoni

L’ex promotore finanziario aveva truffato amici, clienti e intere famiglie per oltre 11 milioni di euro

Raffaele Mazzoni

Jolanda di Savoia. A un anno esatto di distanza arriva la conferma della condanna di primo grado per l’ex broker di Banca Mediolanum Raffaele Mazzoni, con uno sconto di pena. Il 20 gennaio 2017 il tribunale di Ferrara gli aveva inflitto 11 anni e sette mesi di reclusione, 22mila euro di multa, interdizione dai pubblici uffici e l’obbligo di risarcire gli ex clienti per alcuni milioni di euro, oltre a 2 milioni di euro di provvisionale nei confronti di Banca Mediolanum (condannata in solido al risarcimento del danno nei confronti della maggior parte dei clienti truffati – al momento della sentenza aveva già risarcito ex clienti per 2,5 milioni di euro). Ora in Appello la pena è stata ridotta a 8 anni e mezzo.

L’ex promotore finanziario era imputato per una truffa da oltre 11 milioni di euro e abusivismo finanziario ed è stato riconosciuto colpevole di entrambi. Ora anche la Corte d’Appello di Bologna conferma la pena.

Il caso Mazzoni scoppiò nel 2016, quando venne scoperto dopo le denunce di alcuni clienti che non erano più riusciti a entrare in contatto con l’ex broker. Gli inquirenti approfondirono il modus operandi dell’imputato relativo a un totale di 151 posizioni (alcune per singoli, altre che riguardavano interi nuclei familiari) sulle 500 totali del portafoglio dell’ex broker.

Mazzoni è risultato essere titolare di ben cinque conti correnti (tutti sequestrati quando erano ormai vuoti) aperti in altrettanti istituti di credito con i quali aveva continuato a raccogliere assegni fino agli ultimi giorni.

Mazzoni infatti era un agente dell’istituto bancario milanese quando cominciò ad appropriarsi illegittimamente dei soldi dei suoi clienti e conoscenti, in gran parte famiglie anziane di Jolanda di Savoia e dei comuni  circostanti. Persone che in gran parte il broker conosceva da una vita, che frequentava quotidianamente e con cui aveva addirittura fatto le vacanze insieme, e a cui propose redditizi investimenti finanziari promettendo un sicuro ritorno economico.

Una pratica cominciata già negli anni ’90, secondo molti suoi ex clienti, ma che la linea difensiva fa risalire solo al 2001, in occasione delle prime operazioni con gli ormai ‘famigerati’ bond argentini. Ed è su questo nodo che si è giocata la discussione riguardo all’incompetenza territoriale.

La parabola ascendente di Mazzoni si concluse bruscamente nel febbraio del 2014, quando il broker fece perdere le proprie tracce da un giorno all’altro dopo aver rimandato e annullato diversi appuntamenti con i suoi clienti, ai quali avrebbe dovuto consegnare gli attesi assegni delle rendite. In realtà – secondo quanto comunicò pochi giorni dopo da una località segreta – era scappato per la paura di ritorsioni da parte dei suoi conoscenti. Alcuni dei quali avevano ormai capito che, dietro alle sue promesse di facili guadagni, si nascondeva l’ansia di un uomo che non sapeva più come coprire le perdite negli investimenti in cui si era avventurato.

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