Dom 6 Gen 2019 - 491 visite
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Potere al Popolo contro gli straordinari obbligatori festivi nella Gdo

Anche quest’anno le feste non sono state per tutte e tutti. Mentre molti si sono riuniti in famiglia o con gli amici per godersi il meritato riposo dal lavoro, altri sono rimasti a lavorare.
Non parliamo di medici, vigili del fuoco, tutti quei lavori che, per le caratteristiche che hanno, non possono “fermarsi” nemmeno un giorno; parliamo delle lavoratrici e dei lavoratori della Grande Distribuzione, costretti – non hanno facoltà di scegliere – a lavorare anche la domenica e i giorni festivi, in cambio di una misera maggiorazione della paga oraria. Potere al Popolo! è solidale con chi è costretto a lavorare nei festivi da sempre: già l’anno scorso, il 26 Dicembre, inaugurammo la campagna elettorale con un’azione condivisa in molte città. Quest’anno replichiamo, all’Epifania: saremo presenti anche a Ferrara, davanti ai centri commerciali, per dare solidarietà a lavoratrici e lavoratori, sensibilizzare le persone sul tema e chiedere formalmente al Ministro di dare risposte in tempi rapidi, cancellando la liberalizzazione degli orari, così come aveva promesso in campagna elettorale.

Secondo la Filtcams Cgil negli ultimi anni l’occupazione nella grande distribuzione si è ridotta del 20%. Dal 2012, anno delle liberalizzazioni, le condizioni di lavoro sono peggiorate e per coprire i festivi non sono state assunte nuove persone, ma sono stati allungati i turni degli occupati. Ad aumentare dunque non è stata una occupazione stabile, semmai sono aumentati gli straordinari, congiuntamente all’utilizzo di stage e lavoro a chiamata. I dati ISTAT, inoltre, ci dicono che il valore delle vendite al dettaglio si mantiene stabilmente al di sotto di quello del 2011, che a sua volta era già più basso di quello del 2008. L’apertura la notte di Capodanno, insomma, non incide sui fatturati!

Gli unici a difendere a spada tratta le liberalizzazioni sono i grandi colossi, riuniti in Federdistribuzione, per i quali gli effetti sono solo positivi. Per questi, infatti, che possono praticare economia di scala, i costi di gestione aumentano di pochissimo o restano stabili, ragion per cui, a parità di spesa, dalle aperture festive hanno solo da guadagnare, fosse anche solo prendendosi, per quel giorno, i clienti di un altro punto vendita che invece – sono sempre meno – resta chiuso.

La magia del mancato aumento dei costi è dovuta, essenzialmente, a un contratto da fame, senza straordinari, con turni assurdi, per cui il costo del lavoro su sette giorni è già ampiamente ripagato dal fatturato su sei. Non è un caso, quindi, che proprio il 20 dicembre scorso Federdistribuzione abbia firmato con CGIL,CISL e UIL un contratto pessimo, che non solo lascia inalterata la disciplina sui festivi, consentendo alle aziende di programmare i turni come meglio credono, ma prevede soltanto una maggiorazione del 30% del salario orario; inoltre, il regime di flessibilità adottato consente alle aziende di portare a 44 le ore settimanali lavorate, per 16 settimane all’anno, in cambio di una riduzione dell’orario nei periodi di minore affluenza. Stiamo parlando di straordinario obbligatorio senza pagamenti maggiorati!

Il Ministro del Lavoro Luigi di Maio aveva promesso a Settembre che sarebbe intervenuto presto su questo tema, dato che i 5 Stelle anche con questa promessa hanno guadagnato voti. Da allora, nulla è stato fatto e nulla è in cantiere, mentre proprio a Dicembre, prima delle festività, anche Federdistribuzione ha sottoscritto con i sindacati confederali un pessimo accordo contrattuale che non fa nessun passo indietro sulle liberalizzazioni.

Potere al Popolo – Ferrara

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