Sab 5 Gen 2019 - 541 visite
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Ex Cercom, il M5S: “Bonaccini rompa il suo spiacevole silenzio”

Nota polemica dei pentastellati comacchiesi per sollecitare il parere del presidente: "Quante Borgotaro ci vogliono prima di intervenire?"

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. Si riaccendono i riflettori sulla Ex Cercom, la questione che tiene banco da mesi nel comacchiese e che ha visto esprimersi le forze politiche dell’intero arco costituzionale sulla fattibilità del progetto di riattivazione della fabbrica ceramica di via Marina.

Trascorse le festività, inaugurate da quella che alcuni hanno definito “un regalo di Natale”, ossia dalla bocciatura più o meno esplicita dell’assessore regionale Raffaele Donini, i ‘No Cercom’ tornano sulla faccenda certamente più ottimisti rispetto alle scorse settimane. Nello specifico, è il Movimento 5 Stelle Comacchio a sollecitare con una lettera aperta il parere del governatore della Regione Stefano Bonaccini, “ma anche quello dei sindaci del territorio, ancora silenti, e della nuova presidente della Provincia Barbara Paron”.

“Comacchio sta vivendo forti tensioni dovute alla valutazione in essere di questa fabbrica” scrivono i pentastellati al presidente, mettendo insieme ironia e polemica nel ricordare l’ultima comparsa in laguna di quest’ultimo. “L’abbiamo vista dalle nostre parti durante la Sagra dell’Anguilla, ma sulla ‘Sagra della Cercom’ non abbiamo mai avuto il piacere di conoscere il Suo parere in merito”.

“È davvero spiacevole avvertire questo silenzio da colui che è anche Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome”. Riprendendo le parole dell’epidemiologo Edoardo Bai, medico dell’Isde intervenuto il 15 dicembre scorso a Comacchio durante l’assemblea pubblica, il M5S ribadisce quelle che sono considerate “mancanze istituzionali: la partecipazione dei cittadini, l’informazione obbligatoria e non tecnica prevista per i cittadini e obbligatoria per legge”.

Si aggiungono le considerazioni critiche sulla presentazione del progetto da parte della ditta proponente, che ha dichiarato a suo tempo (“nessuna emissione dannosa, niente scarti inquinanti o pericolosi, dai camini solo vapore acqueo”), nonché su un “iter partito male che interpreta le leggi in modo inappropriato”.

“Siamo ben coscienti che la ditta Sacmi sia un colosso che apporta lavoro – scrive il M5S – e non stiamo a sindacare la validità o meno dei loro macchinari dediti alla produzione ceramica, stiamo a sindacare sui metodi e i silenzi di alcune figure istituzionali, Bonaccini compreso, di fronte ad una vicenda che è trattata sui quotidiani locali un giorno sì e l’altro pure”.

“Quanti casi ‘Borgotaro’ ed Ex Cercom ci vogliono prima che la Regione valuti di intervenire? Certo, la nostra bella regione da lavoro, ma è anche l’area più inquinata d’Europa. Da Bonaccini vogliamo sapere come mai  Perché vi sono così gravi ‘sviste’ a danno di noi cittadini e del nostro territorio, perché permette (nel caso specifico) il grosso conflitto d’interesse del sindaco Marco Fabbri, anche presidente del Parco del Delta, perché permette assemblee pubbliche, organizzate dal sindaco dopo sette mesi, dove gli enti sono assenti, perché il nostro sindaco, ripete continuamente di essere in attesa del parere degli Enti, quando è chiaro che quella fabbrica, non può modificare i piani di un Parco”.

E ancora, “perché farla passare come una decisione tecnica degli enti preposti al controllo quando invece è chiaramente una scelta politica? Il Ministero dell’Ambiente, su nostra segnalazione – concludono i pentastellati – ha chiesto di essere tenuto informato su ogni passaggio: ne è al corrente Bonaccini?”.

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