Ven 4 Gen 2019 - 246 visite
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Calo delle nascite. Peruffo. “La Giunta se ne accorge solo ora?”

La consigliera di Forza Italia: “I nostri giovani non si sposano o non vanno a convivere perché non ci sono le condizioni per farlo”

Parte da una premessa rivelatasi, per inadeguata comunicazione, non veritiera ma il concetto non sembra cambiare più di tanto anche riaggiustando i numeri: Paola Peruffo (Fi) critica la giunta per il basso indice di natalità che caratterizza Ferrara.

La premessa, dicevamo, è che per la prima volta in 12 anni non si siano registrati nuovi nati nell’ospedale cittadino. Ce ne sono stati invece due. Ma quello stesso dato non veritiero era stato utilizzato (incolpevolmente) anche dall’assessore Aldo Modonesi in un post su Facebook (poi aggiornato una volta uscite le notizie corrette) in affermava fosse necessario intervenire sulla questione, tra le più urgenti per la città. Ed è da qui nasce la critica della consigliera di Forza Italia.

“Leggo il post di un esponente della nostra Giunta sulla drammaticità delle culle vuote il primo giorno dell’anno (non accadeva da 12 anni) e rimango a mia volta perplessa, domandandomi se i rappresentanti del Pd si accorgano solo ora di questo problema che un domani costituirà un serio problema, con una stragrande maggioranza di cittadini anziani rispetto ai giovani continuamente in calo? Questo dopo 70 anni di governo monocolore? – si chiede Paola Peruffo il giorno dopo -.
La situazione era ben chiara già dall’indagine fatta eseguire nel 2017 dallo Studio Ambrosetti, pagato dalla Holding Ferrara Servizi. Diciamolo chiaramente, se a Ferrara nascono meno bambini che in quasi tutta Italia (solo 5 province vantano record più negativi dei nostri) non è perché i ferraresi sono bamboccioni impenitenti che non si assumono la responsabilità di creare una famiglia. Sappiamo tutti che se i nostri giovani non si sposano o non vanno a convivere è perché non ci sono le condizioni per farlo, in primis per la mancanza di opportunità lavorative che caratterizzano questo territorio, come confermano gli indici di espatrio. Non sarà facile per nessuno invertire questa tendenza e trasformare la provincia di Ferrara in un proliferare di aziende, passando inevitabilmente anche dal comparto della cultura”.

“Quel che è certo però – conclude la consigliera di Forza Italia – è che gli sforzi maggiori per il prossimo sindaco dovranno riguardare la necessità di invertire questa tendenza con programmi chiari, passando dalle chiacchiere ai fatti, incentivando le risorse naturali del territorio, dall’agricoltura alla ricettività, compresa la possibile ulteriore revisione del numero chiuso di alcune facoltà del nostro prestigioso Ateneo. Che a proporlo siano gli stessi che governano da sempre e che hanno creato queste condizioni, più che sorridere, fa piangere”.

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