Ven 28 Dic 2018 - 907 visite
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Padovani non molla, senza maggioranza è paralisi a Mesola. L’opposizione: ‘Incosciente’

Il pareggio numerico con l'opposizione ingessa la gestione: "Dimissioni, sta creando un danno". Sindaco irremovibile: "Contavo sui miei ex consiglieri, resto e mi ricandido"

di Giuseppe Malatesta

Mesola. Era solo questione di tempo: quello che si preannunciava un consiglio comunale da ‘resa dei conti’, ha configurato a Mesola una situazione più unica che rara, con un Comune di fatto ingessato e ingovernabile per la mancata maggioranza numerica dell’amministrazione del sindaco Gianni Padovani, lo stesso che tiene ben salda la guida e non molla nonostante le ripetute e pressanti richieste dei suoi oppositori.

Nella seduta di giovedì mattina, a non passare in consiglio sono tutte le delibere previste all’ordine del giorno, una lista di provvedimenti tecnici che hanno rinvigorito il muro contro muro tra i sei consiglieri ancora nella squadra di Padovani e una minoranza che da settembre scorso si è portata sul pareggio (sei consiglieri) grazie all’arrivo di Michele Gatti e Sergio Vassalli.

I due ex consiglieri, prese le distanze dalla ‘gestione Padovani’, insofferenti del “mancato ascolto” e decisi ad “appoggiare i cittadini esausti da questa situazione”, hanno messo non poco in difficoltà l’esecutivo, che si ritrova adesso senza i numeri per andare avanti. “Abbiamo resistito il più possibile, quello che è accaduto oggi – racconta Gatti – era inevitabile di fronte ad un sindaco incosciente che si ostina a voler restare a tutti i costi e che ingessa il Comune per puro orgoglio personale”.

Il clima è indubbiamente pesante. “Lo è non solo in consiglio – assicura – ma anche tra la cittadinanza, ormai stufa, e in municipio tra dipendenti e funzionari comunali che auspicano un cambio di passo. Un sindaco simile non ha precedenti: abbiamo chiesto più volte l’intervento del prefetto per porre fine a questa situazione imbarazzante e speriamo sia giunta l’ora”.

Luciano Tancini e Michele Gatti

A Padovani, da mesi Gatti e Vassalli rimproverano l’aver lavorato per il bene di una sola parte del territorio – ossia per la popolosa frazione di Bosco Mesola, a scapito del capoluogo e degli altri centri – nonché la poco rispettosa convocazione di consigli comunali in orari di lavoro. Giovedì mattina, alla minoranza è andato giù di traverso il “terrorismo con cui il sindaco, richiamando sanzioni per la mancata approvazione delle delibere, ha cercato di far ricadere su di noi le responsabilità di tutto: non siamo degli sprovveduti, semplicemente le sanzioni sono previste in caso di mancata presentazione in consiglio, cosa non avvenuta. Noi abbiamo scelto di ascoltare quello che, vivendo a differenza sua a contatto con la comunità, abbiamo colto dai nostri concittadini” continua Gatti.

Gli fa eco Luciano Tancini, capogruppo della lista ‘Cambiamento e Crescita’: “Padovani insiste a voler restare e non tiene conto di un meccanismo elementare: senza maggioranza non si può proseguire. Sta creando un danno al Comune, vorrebbe governare con i voti dell’opposizione, pretende di far ricadere su di noi la responsabilità di tutto questo, ma quella è in ogni caso è e resterà sua finché sarà sindaco. Faccia un passo indietro e lasci spazio ad un commissario”.

Dalla sua Padovani, superata una mozione di sfiducia grazie al pareggio del 6 a 6, ha annunciato in consiglio stesso l’intenzione non solo di portare a termine il mandato ma, a maggio prossimo, di ricandidarsi alle amministrative. “Niente dimissioni, vado avanti” commenta a caldo. “Sono dispiaciuto per l’atteggiamento della minoranza, in particolare di chi è stato eletto con i miei voti e oggi dà forza all’opposizione. Questo non è un bel modo di fare politica. Pensavo di poter contare sul loro senso di responsabilità, sul rapporto di collaborazione, confronto e ascolto che c’è stato in questi anni, anni in cui la minoranza ha presentato poche volte interrogazioni alla giunta ed è stata coinvolta a vario titolo nel programma di governo. I cittadini sappiano che questi consiglieri se ne sono fregati del rischio di incorrere in sanzioni per inadempienza (si parla di multe fino a 500 mila euro per la mancata revisione delle partecipate, ndr), preferendo portare avanti il loro dichiarato obiettivo di mandarmi a casa, tra l’altro senza avere i numeri per farlo”.

Passata – si fa per dire – la tempesta, per Padovani si apre il tempo delle riflessioni, ma sulle dimissioni la sua posizione si prevede irremovibile. Irremovibile come l’impasse che paralizza l’ente. Tra le delibere ‘non passate’, ricordiamo, anche quella relativa al rinnovo della convenzione intercomunale sulla Polizia Municipale del Delta, questione già intorbidita dal mancato rinnovo degli accordi per tempo, e ora nuovamente in balia delle onde.

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