Sab 15 Dic 2018 - 510 visite
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Carlo Lucarelli racconta il suo “Peccato mortale”

Presentato alla libreria Feltrinelli il prequel della storia del commissario De Luca

di Lucia Bianchini

Un commissario reso ricattabile da un passato misterioso, il suo peccato mortale, nell’Italia del 1943. Questi gli ingredienti del romanzo giallo storico di Carlo Lucarelli ‘Peccato mortale’, che l’autore ha presentato alla libreria Feltrinelli. Ha introdotto l’incontro Andrea Baravelli, docente di storia contemporanea dell’Università di Ferrara.

“Nelle opere di Carlo Lucarelli la documentazione è ampia e l’autore si immerge nel periodo storico trattato, riuscendo a riprodurne non solo i fatti precisi, ma l’atmosfera, il sentire di chi lo ha vissuto – ha commentato Baravelli-. La letteratura è uno strumento utilissimo per avvicinarsi alla storia, come dico ai miei allievi non si può non amare la storia se si amano i romanzi e i grandi racconti cinematografici, perché la storia è soprattutto questo, un grande racconto”.

Ritroviamo quindi il commissario De Luca, già protagonista dei romanzi ‘Carta bianca’, ‘L’estate torbida’ e ‘Via delle oche’, alle prese con un nuovo caso, nel periodo compreso tra il 25 luglio 1943 e l’8 settembre dello stesso anno, momento in cui l’Italia era allo sbando. Questo romanzo, come ha affermato Lucarelli, è un flashback rispetto alle altre tre storie con protagonista De Luca: si torna indietro nel tempo per spiegare una macchia nel passato di questo personaggio.

“Ho scritto romanzi storici per dare risposte a delle domande, e l’unico metodo che aveva era metterle in scena in un romanzo – ha spiegato Lucarelli- ma alcune domande non sarei riuscito a metterle in scena nel presente, perché è l’epoca che vivo. A volte per vedere qualcosa è più facile allontanarsene”.

L’autore ha poi raccontato la storia del personaggio del commissario De Luca, nato da un’intervista ad un ex poliziotto che aveva affermato di essere stato inizialmente nell’Ovra, a occuparsi di antifascisti, poi nella polizia partigiana ad occuparsi di fascisti: ad ogni cambio di governo si ritrovava ad occuparsi di quelli che nel governo precedente erano suoi colleghi, e la risposta che aveva dato a questo comportamento era stata ‘sono un poliziotto’. “Mi sono chiesto se era sufficiente questa risposta – prosegue Lucarelli- . Ho quindi creato un personaggio, un poliziotto ambiguo che la pensasse così. De Luca era ricattabile perché nel passato, quando era nella polizia fascista, aveva combinato qualcosa. Rimaneva il dubbio su che cosa avesse combinato, quindi il prequel torna al 1943 per spiegarlo”.

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