Mer 12 Dic 2018 - 2216 visite
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Mizzana teme di diventare “la seconda Gad”. Tagliani: “Serve il vostro aiuto per riconquistare il quartiere”

Al centro dell'assemblea i problemi legati a criminalità e immigrazione: ma oltre a controlli e attività di polizia serve anche ritrovare coesione sociale

“Questa sera ci sembra un po’ leghista, signor sindaco”, grida qualcuno dal fondo della sala. “A son bon d’esser anche leghista, se serve”: è questa la battuta conclusiva del sindaco Tiziano Tagliani all’assemblea di lunedì sera a Mizzana, dove è stato invitato per discutere dei problemi del quartiere e in particolare di quelli legati a sicurezza e immigrazione.

Temi ai quali il sindaco non si sottrae e, pur distante dalle posizioni più critiche in materia di accoglienza (in sala era presente anche il segretario comunale della Lega Nicola Lodi insieme ad alcuni sostenitori), riconosce l’esistenza di diversi punti critici e promette collaborazione coi cittadini e ‘pugno duro’ per risolvere i problemi: “Chi delinque deve andare in galera, ma abbiamo bisogno anche del vostro aiuto per riuscire a intervenire sui problemi”.

Una posizione sostenuta d’altra parte anche dai cittadini che hanno organizzato l’incontro, come Alberto Dolcetti che introducendo la serata ha puntualizzato che a Mizzana sono presenti numerose persone di origine straniera perfettamente integrate e benvolute. I problemi semmai  derivano da un fenomeno a cui si sta assistendo da qualche anno, che molti in sala vedono come un “allargamento della zona Gad” e delle sue dinamiche, in particolare per quanto riguarda lo spaccio di stupefacenti.

I quesiti dei residenti a Tagliani sono numerosi e variegati: da dove provengono e come si possono arginare gli spacciatori che hanno intensificato la presenza nel quartiere? L’amministrazione può intervenire per una chiusura definitiva del club notturno? È possibile fare controlli a tappeto sui contratti di affitto per risalire a presenze irregolari? Come si possono stimolare nuove iniziative e ritrovi di quartiere in modo da ricostruire un tessuto sociale molto sfilacciato?

Al fianco di questi quesiti anche segnalazioni, indicazioni e consigli basati sull’esperienza dei residenti: ad esempio una pista ciclabile più visibile, illuminata e libera da auto in sosta, l’installazione di telecamere per la videosorveglianza e una maggiore cura delle aree verdi che si prestano da ‘basi’ per le attività di spaccio.

Prima di entrare nelle singole questioni, Tagliani fa qualche puntualizzazione per chiarire le sue competenze in materia di gestione dell’immigrazione: “Sono politiche decise e finanziate a livello nazionale e senza coinvolgere i sindaci. Oggi il problema si è ridotto, ma due anni fa non sapevamo mai quanti migranti sarebbero arrivati e quando: ricevevo una chiamata dal prefetto che me li lasciava. Questo per noi è un grosso problema, perchè i cittadini poi non chiedono risposte ai vari ministri dell’Interno come Alfano, Minniti o Salvini, ma al sindaco di turno”.

Il sindaco non nasconde le proprie critiche al sistema italiano di accoglienza, che a suo avviso “non offre nessuna prospettiva agli immigrati una volta terminato il percorso di richiedenti asilo: non c’è nessuno che chieda loro cosa sanno o vogliono fare per vivere. Anzi, oggi far lavorare i richiedenti asilo è addirittura illegale e quando li abbiamo utilizzati per la pulizia del verde pubblico li abbiamo dovuti coinvolgere come volontari. Nel nostro paese non si è mai aperta una riflessione su cosa succede dopo l’accoglienza”.

Ed è per questo che, una volta terminato quel percorso, secondo Tagliani molti immigrati rischiano di entrare nell’irregolarità e talvolta nella criminalità, diventando di fatto ‘invisibili’ e irraggiungibili dalle istituzioni. “E quando qualcuno riceve una condanna penale – afferma il sindaco -, il tribunale gli mette in tasca un foglio di via che non serve a nulla, perchè non ci sono le risorse per fare i rimpatri“.

Cosa fare dunque per riportare ordine a Mizzana e allontanare i fenomeni criminali? Proprio perchè bisogna entrare in un mondo invisibile alle istituzioni, secondo Tagliani occorre una collaborazione costante con i cittadini: “Se siete a conoscenza di appartamenti in affitto non in regola, contattateci in Comune e faremo in modo di mandare noi i controlli della Guardia di Finanza. E costituite un gruppo di ascolto che possa fare da riferimento fisso: dopo l’omicidio di Tartari ad Aguscello abbiamo stimolato la nascita di questi gruppi di cittadini, che hanno un responsabile con un contatto diretto nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine”.

Un punto che tocca anche la questione dei problemi causati da un locale notturno, di cui vari residenti riferiscono nel dettaglio potenziali criticità e Tagliani li invita a contattare l’amministrazione per descriverle e mettere le autorità nelle condizioni di intervenire efficacemente.

Ma le dinamiche che si sono evolute a Mizzana secondo Tagliani e molti partecipanti all’assemblea richiedono soprattutto che il quartiere ritrovi coesione e luoghi di incontro: a Mizzana scuola e parrocchia sono chiuse e la Casa del Popolo dove si svolge l’assemblea non era così piena da diversi anni. Nel frattempo le fabbriche dismesse non sono state riutilizzate in alcun modo e l’area oggi paga il ‘doppio conto’ della deindustrializzazione e della vicinanza a zone già problematiche come il quartiere Gad, che già da un paio di anni vede uno ‘sparpagliamento’ degli spacciatori nei quartieri circostanti proprio in virtù delle maggiori politiche sociali e attività di polizia in zona stadio.

“Se ci diamo una mano a vicenda possiamo iniziare anche qui a Mizzana quel percorso – afferma Tagliani -. Quest’estate in zona Gad abbiamo avuto il cinema in piazzale Castellina, un festival culturale nel parchetto e attività sportive: abbiamo finanziato quelle attività perchè c’erano persone disposte a uscire e riprendersi il quartiere. Cominciamo a costruire insieme quell’animazione e quei progetti che altrove già ci sono”.

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