Mar 11 Dic 2018 - 954 visite
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Mafia nigeriana, il consiglio comunale chiede la commissione antimafia

Approvato a larga maggioranza l'odg presentato dal Pd per una "indagine conoscitiva sulla presenza e la pericolosità"

di Martin Miraglia

È l’ordine del giorno presentato dal Pd sulla convocazione della commissione parlamentare antimafia a sostegno degli sforzi in tal senso della parlamentare ferrarese Paola Boldrini a tenere banco, dopo il rispettatissimo minuto di silenzio a commemorare le sei vittime del disastro alla discoteca di Corinaldo, nel consiglio comunale di lunedì pomeriggio che ha affrontato —  seppur in maniera un po’ tangenziale — la presenza sul territorio della mafia nigeriana.

L’odg, firmato dal segretario provinciale dei democratici Luigi Vitellio, chiedeva al consiglio di “sostenere la richiesta della parlamentare Boldrini relativa a un’indagine conoscitiva sulla presenza e la pericolosità della mafia nigeriana sul territorio della regione Emilia-Romagna, con particolare riferimento alla città di Ferrara”.

E lo stesso Vitellio giustifica la redazione del documento in quanto “è giusto premere perché il governo possa intervenire perché gli eventi che hanno destato preoccupazione nella nostra comunità non accadano più, sollecitando tutti assieme la convocazione della commissione“. All’ordine del giorno poi viene allegato anche un emendamento — poi approvato — di Alessandro Balboni che riconosce il ruolo parlamentare di Alberto Balboni e sollecita il ministro dell’interno a dare risposte sulle azioni da intraprendere a Ferrara. “Il ministro ha fatto molti tweet, se facesse di più il ministro degli Interni ne saremmo tutti grati”, ha aggiunto Vitellio.

Zardi (FI) annuncia poi la risoluzione del gruppo di centrodestra, che invece dà già per acquisita la presenza della criminalità organizzata “arrivata fino all’aggressione dei militari dell’Esercito” e l’attivazione presso il comitato provinciale per la sicurezza pubblica “per un monitoraggio continuo della situazione”. Mozione respinta dalla maggioranza causato dal fatto che, nelle parole di Vitellio “noi vogliamo avviare un percorso parlamentare per verificare l’esistenza e l’entità del fenomeno, e questo documento è incompatibile con l’odg“.

Per Fochi (M5S) non sono completi “né la richiesta del Pd né l’emendamento“, perché “già ad aprile 2016 feci un interrogazione prendendo spunto dalle dichiarazioni del sindaco sui contrasti nella comunità nigeriana. Ne scaturì a novembre una risposta lunga e articolata, che ho messo a disposizione della cittadinanza, che è imprescindibile al dibattito perché redatta dalla questura. Ecco perché per quanto legittime queste richieste sono abbastanza pleonastiche“.

Balboni (FdI) plaude invece all’iniziativa ma ne critica l’impianto politico dopo il cambio, a suo dire, di strategia da parte del Pd. “Ora si parla di mafia forse, ed è già un passo avanti rispetto a quando si parlava di mafia no. Dobbiamo ricordare la storia e le posizioni tenute dalle parti che ora stanno parlando: a forza di minimizzare quanto accadeva si è aiutata la proliferazione di questo tipo di criminalità organizzata“, spiega aggiungendo poi che “questo documento è politico, ha un valore specificatamente elettorale: ci si sveglia, ci si guarda intorno e ci si rende conto che è necessario sdoganare il tema e il primo passo è quello di dire che forse esiste“.

“È un dato positivo e importante, ma anche paradossale che il Pd porti in discussione questo ordine del giorno”, è invece la posizione di Vittorio Anselmi, capogruppo di Forza Italia che ritiene “paradossale che venga chiesta una verifica sul tema quando è chiaro che c’è un problema di criminalità organizzata” e che “piuttosto che con un parlamentare sia meglio parlare con le forze di polizia e con chi opera quotidianamente sul territorio”.

“Così” – conclude l’esponente forzista – il documento è molto debole e servono azioni molto più incisive. Non vogliamo rischiare di dover contare i morti prima di dire che la mafia nigeriana esiste”. Posizione per certi versi simile quella di Cavicchi (Lega) che ricorda come “già nel mio primo mandato, dal ’95 al ’99, andai dal prefetto a denunciare la situazione dell’allora grattacielo che poi diventò Gad”. “La richiesta è vera, non mi interessa da chi viene, mi interessa che Ferrara sia unita per risolvere il problema”, conclude poi il capogruppo del Carroccio.

“La richiesta del Pd è quella di chiedere all’organo competente di verificare. Dalla delinquenza alla mafia c’è una sostanziale differenza, ma dire ‘non c’è la mafia nigeriana’ non voleva dire sottovalutare gli avvenimenti, tanto che sono stati presi provvedimenti come le telecamere”, è invece la posizione della socialista Deanna Marescotti che poi ricorda come “è nei tavoli della sicurezza che si stabiliscono i provvedimenti da prendere, e li decide il prefetto e non altre figure”. “Farò parte di chi perderà alle prossime elezioni ma non voglio passare per una persona che non sa leggere”, conclude.

Il documento è stato infine approvato a larga, larghissima maggioranza: ben 24 sono stati infatti i voti a favore dell’ordine del giorno che arrivano da Pd, gruppo misto, 5 Stelle, Forza Italia, Gol, Fratelli d’Italia e Lega. Unica voce fuori dal coro quella di Turri (Pd) che invece decide di astenersi.

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