Mer 28 Nov 2018 - 1510 visite
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Una perizia sull’incidente in cui trovò la morte la piccola Anna Fabbri

L'autista dell'ambulanza che la investì ha scelto il rito abbreviato, a gennaio il conferimento dell'incarico al perito

Ha scelto il giudizio abbreviato, condizionato all’esperimento di una perizia, l’autista della Croce Rossa che investì la piccola Anna Fabbri in corso Giovecca, l’8 aprile del 2017, imputato per omicidio colposo.

La decisione sulla scelta del rito alternativo è stata espressa dal difensore dell’uomo, l’avvocato Carlo Bergamasco, durante l’udienza preliminare, celebrata martedì pomeriggio. Il giudice Carlo Negri ha dato il proprio assenso al rito condizionato, rinviando al prossimo 8 gennaio per il conferimento dell’incarico al perito, ancora da individuare, che dovrà eseguire un’analisi sulla cinematica dell’incidente.

Nell’udienza precedente erano già stati depositati i documenti e le consulenze fatte eseguire dalla parte civile (i genitori, il fratello e i nonni della piccola Anna), rappresentata dallo studio dell’avvocato Fabio Anselmo.

Erano le 12.30 di quell’8 aprile quando la piccola Anna ha trovato la morte, attraversando in bicicletta corso Giovecca, all’incrocio con via Ugo Bassi, passando con il semaforo verde dei pedoni, senza accorgersi dell’arrivo dell’ambulanza, in direzione centro. Il mezzo di soccorso l’ha travolta con estrema violenza, scaraventandola addosso a un’auto. Si pensò che la giovane non avesse sentito le sirene dell’ambulanza perché indossava le cuffiette, ma le indagini hanno accertato che così non era.

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