mar 27 Nov 2018 - 234 visite
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Kastamonu ottiene le autorizzazioni ambientali, la Ex Falco può ripartire

La Regione sottoscrive Aia e Via, Arpae vigila sulle emissioni. Zanardi: "Un grande passo avanti"

di Giuseppe Malatesta

Codigoro. Per la multinazionale Kastamonu, nuova proprietaria della Ex Falco di Pomposa, si accorciano i tempi per il riavvio della produzione: sono state infatti formalizzate le attese autorizzazioni ambientali necessarie Aia e Via, sottoscritte dalla Regione con l’ok di Arpae e della Conferenza dei Servizi riunita lo scorso 6 novembre.

Il cielo sulla Kastamonu, intorbidito dall’imponente rogo che ha tenuto banco per settimane la scorsa estate, si dirada dunque. Dopo una prima fase di bonifica e manutenzione dello stabilimento dismesso da anni, l’azienda turca potrà entrare nel vivo, mettendo in moto la produzione di pannelli truciolari (con una capacità massima pari a 1600 metri cubi al giorno e 480 mila all’anno) e proseguendo le assunzioni di personale.

Dopo gli operai dell’ex stabilimento (in capo a Gruppo Trombini), nuovi posti di lavoro sono stati garantiti in questi mesi già in fase di pre-produzione, con la previsione di arrivare in tempi nemmeno tanto lunghi ad occupare 300 persone in pianta stabile. Numeri che rincuorano il sindaco Alice Zanardi, entusiasta sostenitrice del progetto di Kastamonu che nei prossimi giorni incontrerà i vertici turchi per conoscere i prossimi passi.

Il sindaco Zanardi con i vertici Kastamonu in sala consiliare

“Intanto un grande passo in avanti, ora Kastamonu potrà effettivamente ripartire, attenendosi scrupolosamente a tutte le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni concesse” commenta il sindaco, che riporta di un clima disteso in Conferenza dei Servizi e sottolinea l’approccio positivo della ditta turca, che sta rimettendo a nuovo il trasandato stabilimento, attrezzandolo di macchinari sicuri e all’avanguardia.

Dalla sua, Arpae tiene alta l’attenzione per quanto di sua competenza e mette nero su bianco – contestualmente al rilascio dell’Aia – due prescrizioni su cui non intende cedere: la prima relativa alla presentazione di un protocollo per la gestione dello Sme (Sistema di Monitoraggio continuo delle Emissioni), la seconda relativa alla modifica dei flussi di emissione.

“Come discusso in sede di Conferenza – scrive Arpa –  è onere del gestore cercare tutte le possibilità per ottimizzare i rendimenti di depurazione. Esperienze analoghe in Regione dimostrano che per Nox (ossidi di azoto e loro miscele, ndr) e Tvoc (composti organici volatili, ndr) è possibile avere prestazioni largamente migliori del limite superiore previsto dalle emissioni richiesto invece dalla ditta. Quindi si ritiene di confermare la richiesta di una prestazione media ben al di sotto dei limiti giornalieri indicati, concessi unicamente per dar modo al gestore di compensare le fluttuazioni connesse alle diverse specificità del materiale”.

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