ven 16 Nov 2018 - 405 visite
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4 novembre: festa o lutto?

Caro direttore,

essendo uno dei pochi lettori di “CronacaComune” (quotidiano on line del Comune di Ferrara) ho letto in prima pagina il seguente titolo:”Lunedì 13 novembre alle 16.30 inaugurazione nel Salone d’onore del Municipio di Ferrara – In due mostre le iniziative per la pace attraverso la pratica nonviolenta, ricordando Pietro Pinna”.

Mentre ancora non si è spenta l’eco delle cerimonie legate al 4 novembre, a Ferrara si inaugurano – alla presenza del primo cittadino –  mostre e iniziative dedicate a un personaggio che fu obiettore di coscienza “per motivi politici” (parole sue) e considerava l’esercito uno “strumento essenziale di guerra da rifiutare”, di cui ha fatto parte, peraltro, anche Tiziano Tagliani durante il servizio di leva.

Leggo poi sulla stampa che nelle iniziative saranno coinvolti numerosi studenti e che la mostra sarà spostata in alcune scuole cittadine. Vi saranno anche incontri coordinati da Daniele Lugli, rispettabilissima persona che però è molto “targata” politicamente, visto che fu tra gli esponenti ferraresi del P.S.I.U.P.  Quale sarà lo scopo degli incontri? Non certo quello di ricordare, come dovrebbero fare tutti i docenti, che “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”, come recita l’art. 52 della Costituzione.

Io ho svolto il servizio militare di leva e ho giurato fedeltà alla Repubblica Italiana, come previsto dalla nostra carta costituzionale. Ritengo di aver compiuto il mio dovere di cittadino e di non aver fatto parte di “uno strumento da rifiutare”, come i milioni di Italiani che hanno indossato la divisa per adempiere un precetto voluto dai padri costituenti.

Pietro Pinna fu certo persona coerente e di elevato pensiero, ma rammento a chi non lo sapesse che il 17 gennaio 1973, in seguito ad una affissione contro la celebrazione delle Forze armate il 4 novembre (“Non festa ma lutto”), fu arrestato a Perugia e condannato per direttissima per vilipendio alle Forze armate, anche se poi fu graziato da Giovanni Leone, che voleva ingraziarsi le sinistre.

Nell’aprile del ’79 fu poi condannato dalla Corte d’Appello di Trieste ad una pena di 8 mesi di reclusione per blocco stradale, pena che successivamente gli fu condonata.E fu tra gli organizzatori della Marcia Catania-Comiso (24 dicembre 1982 – 3 gennaio 1983), sponsorizzata dal P.C.I. e dalla sinistra, per protestare contro l’installazione della base missilistica statunitense.

Nonostante il suo conclamato e rivendicato impegno politico, vedo che è in corso un processo di laica beatificazione di Pietro Pinna, che certo non dispiacerà a Mons. Perego, il quale (su “Italia Caritas del dicembre 2004) esaltò  “l’obiezione di coscienza alle armi come scelta e stile di vita da rinnovare”, con tanti saluti ai nostri soldati impiegati nelle missioni di pace all’estero, che saranno indubbiamente confortati dalle parole del nostro pastore…

Ora vorrei che gli esponenti della sinistra nostrana, dopo essersi stracciate le (misere) vesti per il gesto di Lodi e dopo aver riscoperto la Patria e il Tricolore, rispondessero a una semplice domanda: il 4 novembre dev’essere considerato un giorno di festa o un giorno di lutto, come pensava e scriveva Pietro Pinna, il cui pensiero verrà proposto, in maniera del tutto acritica,agli studenti ferraresi?

Se è vera la seconda ipotesi, penso che il nostro amato sindaco avrebbe dovuto, per il 4 novembre, esporre le bandiere a mezz’asta e proclamare il lutto cittadino.

Nando Facchini

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