mer 14 Nov 2018 - 595 visite
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L’Italia secondo Sateriale, preoccupato “dall’inadeguatezza istituzionale”

L'ex sindaco di Ferrara: "Viviamo in un museo, ma non abbiamo le capacità di valorizzare la nostra ricchezza. Non abbiamo idea di futuro"

di Simone Pesci

Gaetano Sateriale, già sindaco di Ferrara fra il 1999 e il 2009, è stato ospite presso la Libreria Ibs+Libraccio martedì sera, in occasione della presentazione di “Viaggio in Italia”, una serie di racconti raccolti dalla rivista di cultura e politica “il Mulino”. Un viaggio, come suggerisce l’opera, da nord a sud che testimonia il cambiamento e mette a confronto dati riguardanti le varie realtà della Penisola.

Della parte narrativa ferrarese se ne è occupato proprio l’ex sindaco Sateriale, il quale viene punzecchiato dal moderatore dell’incontro, e consigliere comunale di Si, Leonardo Fiorentini. “Ferrara 20-30 anni fa era peggio di oggi – dice Fiorentini -. Piazza Verdi, ad esempio, era interdetta alla pubblica presenza, occupata dallo spaccio che forse dava meno fastidio perché meno colorato e meno ingombrante. Oggi, invece, l’università ha permesso un passaggio da città sorniona a movimentata, e Ferrara vive nel ricordo annebbiato di ciò che era”. 

Sateriale, tuttavia, spende poche parole per la città che ha amministrato: “È vero che 20-30 anni fa non stessimo meglio, ma è altrettanto vero che in mezzo ci sono state tante cose come la crisi e il terremoto e ciò non possiamo fingere che siano cose neutrali; abbiamo subìto ferite grosse che hanno portato all’accentuazione di alcuni problemi”.

La disamina dell’ex primo cittadino si sofferma più che altro su temi nazionali, i cui spunti provengono da “un gran bel libro, interessante e stimolante”, che tocca il Paese nelle sue “tante specificità, nei suoi valori e disvalori, e nell’eredità storica enorme di cui in parte siamo prigionieri”. 

“Un tema è valorizzare quelle grandi caratteristiche, ma lì facciamo pena – va giù diretto Sateriale -. Viviamo in un museo, ma non abbiamo capacità di valorizzare la nostra grandissima ricchezza e, banalmente, non abbiamo idea di futuro”. Questa è una stilettata in piena regola alla politica, definita “non adatta a valorizzare il patrimonio di questo Paese”. E ancora: “Non c’è un discorso di come questo patrimonio possa continuare a vivere, e non solo come nostalgia”.

Una “inadeguatezza istituzionale”, che spinge Sateriale a dire che “ho un’opinione pessimista, perché non vedo tante spinte localistiche e non vedo una regia nazionale che dica qual è la strada. Non vedo nessuna delle due cose. E se guardiamo dinamiche demografiche, economiche, i flussi di popolamento e spopolamento in Italia, non abbiamo davanti percorsi che ci lasciano affrontare il futuro con una certa tranquillità”. Non resta, dunque, che trovare “politiche adeguate perché continui a vivere una realtà multiforme dal punto di vista culturale, storico e architettonico”. 

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