ven 9 Nov 2018 - 4539 visite
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Nasconde il “nero” nella ruota di scorta, scoperta evasione da 630mila euro

Mole di prestazioni non fatturate, nei guai un libero professionista centese dopo le indagini della guardia di finanza

(foto di archivio)

Cento. Usava il vano della ruota di scorta della propria auto come deposito per nascondere i documenti contabili in “nero”, ma il nascondiglio tattico è stato scoperto dalla guardia di finanza che è riuscita a ricostruire tutto il giro di prestazioni non fatturate, facendo venire a galla un’evasione da oltre 630mila euro perpetrata da un professionista centese.

L’attività ispettiva condotta dalla tenenza della guardia di finanza di Cento è stata innescata a seguito di un mirato controllo economico del territorio, nel corso del quale il lavoratore autonomo è stato fermato alla guida della propria auto.

Durante il controllo è stata rinvenuta, occultata all’interno del vano della ruota di scorta, una mole di documentazione di varia natura.

I preliminari accertamenti effettuati sul posto hanno permesso di verificare, secondo gli inquirenti, la stretta attinenza degli appunti e fogli rinvenuti con tanto di cifre e date, con l’attività dello studio, motivo per il quale i finanzieri centesi hanno richiesto alla procura di Ferrara l’autorizzazione ad accedere sia presso l’abitazione del professionista sia presso i suoi studi ubicati nelle province di Ferrara e Modena.

In tali luoghi è stata ritrovata altra e importante documentazione extra contabile relativa a prestazioni non fatturate, ragion per cui è stata aperta contestualmente una verifica fiscale per accertare la regolarità della posizione del contribuente.

Per quantificare l’effettiva entità dell’evasione perpetrata, i finanzieri hanno effettuato una specifica attività info-investigativa incrociando tutte le banche dati in uso al Corpo, con particolare attenzione alle informazioni presenti nell’applicativo “spesometro” dell’Anagrafe Tributaria e riscontrando i rapporti con clienti e fornitori dello studio professionale attraverso numerosi controlli incrociati.

Al termine dell’attività ispettiva, è stata effettuata una segnalazione all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle imposte evase nonché per l’adozione delle misure cautelari sui beni immobili e mobili intestati al professionista a garanzia delle somme sottratte al fisco per un ammontare di oltre 630mila euro.

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