mar 30 Ott 2018 - 218 visite
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1938. Quando scoprimmo di non essere più italiani

Il regista Pietro Suber ripercorre gli anni delle Leggi Razziali anche a Ferrara

1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani, del regista Pietro Suber, è stato evento speciale di pre-apertura alla recente Festa del Cinema di Roma, in prima mondiale al cinema Barberini.
Il documentario fa il paio con 1938 – Diversi un docu del regista Giorgio Treves, presentato alla 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, anche se l’ottica è diversa.
Descrive le vicende di italiani, ebrei e non ebrei, durante il periodo che va dalla pubblicazione delle leggi razziali (1938) fino alla fase delle deportazioni dall’Italia (1943-45). A parlare non sono solo i perseguitati, ma pure i persecutori e poi gli altri testimoni vale a dire quella maggioranza di italiani che non aderì all’applicazione delle leggi razziali, certo, a cui peraltro non fece vera opposizione. Un’opera originale su un tema di grande sofferenza e complessità, se si pensa che ormai i pochi testimoni dell’epoca sopravvissuti sono molto anziani e sulla memoria di quei fatti sta cadendo un pericoloso oblio, tanto più dannoso per le generazioni a venire.
Il film rievoca, dunque, le vicende che portarono dalle leggi razziali alla deportazione degli ebrei italiani e lo fa attraverso cinque storie narrate da vittime, persecutori e testimoni: una famiglia di ebrei fascisti massacrata sul Lago Maggiore; un ebreo del Ghetto di Roma che si salvò flirtando con la nipote di un collaborazionista; Franco Schonheit e i suoi genitori, sopravvissuti ai lager e la vita a Ferrara prima e durante le leggi razziali; un’ebrea di Fiume che si nascose in casa di un incisore del Vaticano; una famiglia di presunti delatori.

L’opera sarà presentata a Ferrara sabato 3 novembre prossimo alle 21 dal regista stesso al Cinema S. Spirito.

Il documentario, prodotto da Blue Film, è realizzato in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Comunità Ebraica di Roma, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS di Ferrara.

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