gio 18 Ott 2018 - 270 visite
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Bobbio e l’aborto

La polemica sulla legge 194 mi ha indotto a riflettere sul problema dell’aborto. Problema che di solito si affronta contrapponendo i cattolici ai “laici”, come se i primi fossero contrari per motivi religiosi e i secondi favorevoli per i motivi opposti.

In realtà il problema dell’aborto è sempre esistito: il “giuramento di Ippocrate” impegnava i futuri medici ad astenersi da pratiche abortive.

Di fronte al dramma dell’aborto occorre applicare la retta ragione e il diritto naturale, al di là di scelte confessionali e politiche. Vorrei che cattolici e laici riflettessero sulle parole più che mai attuali di Norberto Bobbio, maestro riconosciuto di laicità, in particolare i “laici” che, perché “laici”, ritengono di accettare l’aborto “senza se e senza ma”.

In un’intervista del 1981 firmata da Nascimbeni, Bobbio disse che esistono tre diritti : “ il primo, quello del concepito, è fondamentale, gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati…Una volta avvenuto il concepimento, il diritto del concepito può essere soddisfatto soltanto lasciandolo nascere». Aggiunse: “Le femministe dicono: Il corpo è mio e lo gestisco io. Sembra l’applicazione di questo principio. Secondo me invece, è aberrante farvi rientrare l’aborto. L’individuo è uno, singolo. Nel caso dell’aborto c’è un altro nel corpo della donna. Il suicida dispone della propria vita. Con l’aborto si dispone di una vita altrui.”

Alla domanda finale:“Immagina ci sarà sorpresa nel mondo laico per queste sue dichiarazioni?”, Bobbio rispose: «Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri valido in senso assoluto il “non uccidere”. Mi stupisco che i laici lascino ai credenti il privilegio e l’onore di affermare che non si deve uccidere».

Vorrei che i “laici” in buonafede (non i “talebani del laicismo” che rifiutano ogni serio confronto) riflettessero sulle parole di Norberto Bobbio interrogando la propria coscienza alla luce della ragione e del diritto naturale che ci accomuna nell’unica famiglia del genere umano: uomini e donne, credenti e non credenti.

Alcide Mosso

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