ven 12 Ott 2018 - 414 visite
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Sciopero con presidio degli assistenti familiari, il Comune promette una soluzione

L'Amministrazione centese garantisce entro ottobre l'attivazione di un tavolo di dialogo con Asl, cooperativa Ancora e sindacato

di Serena Vezzani

Cento. Un presidio davanti al Comune contro i tagli netti di tempo e risorse: si è svolto oggi, a partire dalle 10, lo sciopero delle operatrici socio sanitarie del Servizio assistenza domiciliare (Sad) del comune di Cento e di Terre del Reno, impegnate ormai da mesi con Sgb in una trattativa sindacale con la cooperativa Ancora servizi e il comune.

Un servizio, quello del Sad, del quale usufruiscono persone non autosufficienti o parzialmente autosufficienti, persone anziane e persone con disabilità, e che negli ultimi tempi, dopo il rinnovo del contratto, ha subito un peggioramento delle condizioni di lavoro e di assistenza: “La richiesta delle lavoratrici – dichiara Rossella Chirizzi, referente di Sgb – è un ripristino della coordinatrice, figura di connessione tra ente, utenti e lavoratori, a tempo pieno, proprio come previsto dalla legge regionale sugli accreditamenti”. Ad oggi, infatti, “è talmente ridotta al punto di essere completamente assente dal servizio in alcuni giorni della settimana: da 38 è passata a coprire solo 15 ore”.

I tagli della cooperativa hanno inciso anche sui tempi di consegna dei pasti, ridotti da 15 pasti in due ore con due assistenti a, in certi casi, come a Casumaro, un’operatore per un’ora e mezza di tempo: “Per garantire la consegna nei tempi retribuiti, solitamente a 6/8 minuti, gli operatori sono nelle condizioni di non garantire monitoraggio e vicinanza adeguati agli assistiti”. La figura professionale degli operatori viene dunque ridotta “a una mera consegna da fattorino, quando il momento in cui ci si rapporta con l’utenza è fondamentale per fare la differenza”.

Una “morsa in cui gli operatori vengono di fatto schiacciati, tra tempi brevissimi da rispettare, doppi turni per coprire le ore e qualità non sempre garantita”: sono infatti quasi 60 gli utenti che richiedono assistenza, per un totale di 13 operatori, di cui 2 sostituti, a cui a fine mese scadrà il contratto.

Alle 11 la risposta del vicesindaco Simone Maccaferri: “L’impegno del Comune è affrontare la questione conciliando le rivendicazioni e l’erogazione del servizio, per risolvere in maniera concertata le richieste avanzate”. Un “tema che all’amministrazione sta a cuore” e per il quale, garantisce, “entro fine ottobre organizzeremo un tavolo di dialogo con tutti gli attori interessati: il Comune, l’Asl, la cooperativa Ancora e il sindacato”.

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