mer 10 Ott 2018 - 1222 visite
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Attenzione, la Lega a Ferrara è troppo debole

Ancora non si sa a Ferrara, il candidato sindaco almeno leghista,  voci qua e là dei giornali per Alan Fabbri, ma a ottobre inoltrato  nulla….  Purtroppo a  Ferrara  non esiste area Lega nessuno nemmeno paragonabile a un Salvini…  Onore a Naomo che con la sua efficacissima attività soprattutto mediatica ha – numeri alla mano  indirettamente con il 4 3 scorso- trasformato la Lega ameba quasi di un Cavicchi nel secondo partito local e potenzialmente vincente, visto certo trend nazionale, alle prossime elezioni di Primavera a Ferrara.
In ogni caso  una svolta politica a Ferrara sarebbe una svolta almeno simbolica fondamentale: nessuna alternativa in 70 anni local è semplicemente un’anomalia democratica e se troppi ferraresi, non fossero collusi ancora ideologicamente o per interessi precisi diretti o laterali (la vera classe dirigente di Ferrara, dalla cultura ai media, associazioni di categoria, cultura, commercio, impresa ecc. nonostante a volte alcune apparenze, la curia e anche la comunità ebraica), con il PD, sarebbe ovvio a tutti che inrinviabile una svolta politica.

Il problema semmai apparentemente sarebbe dopo:  la Lega e le opposizioni local non hanno né una cultura di governo né francamente, almeno allo stato attuale, meritocrazie da scommettere o troppo poche e comunque poco politichesi in nessun campo, per la futura giunta. Questa è l’incognita in prospettiva. Ma tale  temiamo percezione diffusa, potrebbe anche riuscire nel miracolo quasi di perdere anche a Ferrara questa occasione storica… con il PD  in fase terminale ovunque…  Ma ancora ovunque a Ferrara con tutto il braccio armato civile forte – una macchina politica Rete collaudata da decenni –  senza antivirus da parte delle opposizioni: quest’ultime neppure pare comprendano nell’era mediatica la necessità di una controinformazione costante off e on line, assente (sembra scommettano solo su Facebook e social network, dimenticando che molto elettorato anziano – e  Ferrara città anche degli anziani ci pare –  di Internet ha appena sentito dire…)

Oggettivamente se il PD è  ormai morente e tutti i suoi apparati civili anche, tuttavia a Ferrara potrebbe reggere la loro vetusta narrazione ideologica e culturale, mediatica, e civile ecc. (visto il vuoto o quasi speculare delle opposizioni).

Poi magari anno prossimo Europa crolla e allora anche opposizioni deboli (dico allo stato attuale, magari fossi smentito da news in tal senso, e sia ben chiaro, a noi in sé non interessa nulla, siamo sempre stati  letterati metapolitici e estranei per natura anche al politichese per cui magari simpatizziamo…) vinceranno lo stesso..

Ma dentro le opposizioni tempo che riflettano, comunichino nomi precisi se li hanno e già tracce importanti come programma di governo locale eventualmente futuro.

Altrimenti o si perde o sarà una importante vittoria ma di Pirro, con Ferrara in ogni caso destinata a diventare borgo multietnico di Bologna e un semplice villaggio d’arte periferico, spopolato e sempre  fanalino di coda produttivo ed economico. Il modello stesso attuale Lega/5Stelle per Ferrara dovrebbe essere rimodulato per le peculiarità specifiche della città. Non pensino che basti replicare automaticamente i programmi del Governo Nazionale, come purtroppo ha fatto in questi anni il PD local (si pensi solo al negazionismo per anni del problema multietnico in città).

Benito Guerrazzi

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