Mer 10 Ott 2018 - 33 visite
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Internazionale a Portomaggiore, tappa dedicata agli studenti

I ragazzi del Montalcini toccati e commossi dalla presentazione di Tofighian sul centro di detenzione per migranti a Manus Island

Portomaggiore. Per il terzo anno consecutivo, il Comune di Portomaggiore ha aderito al festival di Internazionale, evento di significativa rilevanza culturale, giunto ormai alla dodicesima edizione. Alla manifestazione, svoltasi nella mattinata di sabato 6 ottobre presso la sala consiliare hanno presenziato anche le classi quarte dell’istituto tecnico economico e tecnologico del Montalcini sede di Portomaggiore.

L’evento è stato aperto dai discorsi di presentazione e di saluto di Giuseppe Alesci e Francesca Molesini, rispettivamente assessore all’Istruzione e alla Cultura, che hanno ribadito il loro orgoglio per il fatto di vedere Portomaggiore ancora una volta palcoscenico di una manifestazione così attesa sottolineando come la realtà multiculturale del paese sia una valore aggiunto ed una ricchezza per tutta la cittadinanza.

Protagonista della conferenza è stato Omid Tofighian, filosofo dell’Università di Sidney, da sempre impegnato nelle battaglie a favore dei diritti dei migranti nella varie aree del mondo, che ha presentato il libro di Behrouz Boochani “No friends but the mountain: Writing from Manus prison ”, di cui è stato traduttore.

Beehrooz Boochani è un giornalista indipendente di origine curdo-iraniana poco più che trentenne, da quattro anni rinchiuso nel centro di detenzione per richiedenti asilo di Manus Island a cui è stato assegnato il Premio Anna Politkovskaja 2018.

Manus Island è una ex colonia dell’Australia che viene presentata come un centro per migranti e rifugiati politici ma che, in realtà, è una vera e propria prigione dove attualmente sono rinchiusi circa 600 internati i cui diritti vengono quotidianamente calpestati e dove sono costretti a subire soprusi e vessazioni.

Nel suo libro Boochani racconta proprio gli orrori del campo di Manus Island gestito dalle autorità australiane il cui unico obiettivo è quello di annientare la dignità dell’uomo. Tramite un cellulare, reperito di nascosto, Boochani è riuscito a girare un video che testimonia, attraverso le immagini quanto descritto nel libro.

Tofighian ha letto ai presenti in sala sabato mattina a Portomaggiore alcuni tra i passaggi di maggior impatto del libro e ha sottolineato come le uniche prospettive di cambiamento in questo centro, di fatto controllato dal governo australiano, potrebbero derivare dalle prossime elezioni, anche se i due partiti che si contendono il potere hanno una visione molto simile sulla gestione delle politiche migratorie.

Al termine della conferenza gli studenti del Montalcini, visibilmente ‘toccati’ e commossi da quanto ascoltato, hanno rivolto a Tofighian alcune domande sul libro, che hanno avuto tutte una comune risposta: i giovani dovrebbero essere attenti ai mutamenti politici del Paese in cui vivono affrontando con spirito critico i messaggi provenienti dai mass-media, studiando in modo poliedrico tutto quello che li circonda perché il futuro di ognuno di noi si costruisce attraverso la cultura, l’educazione, il rispetto della diversità e il coraggio di far sentire la propria voce.

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