lun 13 Ago 2018 - 904 visite
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Terremoto in Indonesia, Ferrara vicina a Lombok

Una giovane ferrarese cerca aiuti per l'isola: "Ha bisogno di rialzarsi, come successo in Emilia"

di Silvia Malacarne

Lombok, mia dolce e amata isola, ancora non mi sembra vero.

Era il giorno del mio compleanno quando ho sentito la notizia del terremoto che ti ha colpita, il primo di una lunga serie che, giorno dopo giorno, ti ha tolto forza, risorse, speranza.

Il sorriso però, quello ti è rimasto, come sempre.

Lombok è una delle 17’508 isole che compongono l’Indonesia, lo stato-arcipelago più grande del pianeta, il luogo in cui ho trascorso ogni mia estate da quando avevo 7 anni.

Quest’anno, per la prima volta in 18 anni, non sono là in questo periodo. Se fossi stata a Lombok, forse ora non sarei qui a raccontarlo.

Lombok è famosa per le spiagge bianche dalla sabbia soffice come farina come la famosa Kuta e spiagge nere vulcaniche come quella di Malibu; risaie e coltivazioni di tabacco; barriere coralline e acque cristalline; migliaia di persone che vivono di agricoltura e bestiame nei villaggi distribuiti in tutta l’isola.

Cosa rimane ora di tutto questo?

Il terremoto di magnitudo 6.4 del 29 luglio ha messo in ginocchio l’isola di Lombok, quello di magnitudo 7 del 5 agosto l’ha devastata e quello di forza 6.2 del 9 agosto l’ha sfigurata.

Quand’ero bambina Lombok è diventata la mia seconda casa. Ricordo ogni volta che, camminando tra palme e mucche, mi sono imbattuta in un villaggio: non c’è stata volta in cui gli abitanti dell’isola non mi abbiano chiamata da lontano e invitata in casa loro. In 18 anni ho visto l’isola trasformarsi, crescere ed evolversi, ma la maggior parte dei villaggi è rimasta uguale. A Lombok vi sono zone in cui le persone non hanno molto, ma nonostante tutto sono sempre pronte ad offrirti tapioca e latte di cocco, a chiederti di sederti sotto un beruga (una tipica costruzione locale dove le persone spesso consumano i pasti, pregano o riposano), a porgerti i loro bambini affinché tu li tenga in braccio.

Quello che più resta impresso a chiunque visiti Lombok, è il sorriso dei suoi abitanti che sempre ti salutano con un cenno della mano, felici di averti nella loro terra.

Ad oggi le persone che hanno perso la vita in questa serie infinita e straziante di terremoti, sono oltre 390, ma il numero è in costante aumento. Inizialmente la cifra cambiava perché, scavando, venivano trovati i corpi privi di vita di chi non ha fatto in tempo a mettersi in salvo; ora, invece, il numero delle vittime aumenta a causa della mancanza di cibo e acqua.

A Lombok, specialmente nel nord dell’isola, le persone hanno bisogno dei beni di prima necessità, vestiti, coperte, medicine e tende per potersi mettere al riparo.

Lombok, mia amata isola dalle mille moschee, non ci sono parole per descrivere come mi sento davanti alle centinaia di fotografie che mostrano come stai.

La zona di Kerandangan, quella in cui ho soggiornato estate dopo estate, è rasa al suolo e, come lei, gran parte dell’isola. Ho amici, troppi amici, che hanno perso la propria casa e ora vivono in tende provvisorie che non li proteggono a sufficienza dalla pioggia di questi giorni.

Per dormire le persone devono stabilire dei turni perché, oltre alla paura delle continue scosse di assestamento, devono difendersi dai ladri che ovunque cercando di rubare tutto ciò che trovano.

Ci sono amici che mi hanno supplicata di aiutarli, altri che mi hanno pregata di stare lontana da Lombok finché le scosse non cesseranno. La gente dell’isola è disperata, eppure si preoccupa continuamente del prossimo. E’ raro vedere persone che, nonostante abbiano perso tutto, fanno il possibile per aiutare chi ha bisogno.

Molti dei miei amici locali, ma anche quelli italiani che vivono sull’isola, ogni giorno si recano al nord, dove la situazione è devastante, per portare acqua e cibo, ma non è sufficiente.

Quest’isola dai mille colori vive di turismo, ma per anni la gente non vi si recherà per paura. Per questo motivo Lombok ha ancora più bisogno di aiuto, per rialzarsi e ricostruire tutto ciò che questa infinita e martoriante serie di terremoti ha distrutto.

Quando il terremoto del 2012 ha colpito l’Emilia, una mia amica per mesi non ha potuto vivere nella sua casa; oggi, a Lombok, ho decine di amici senza un tetto sulla testa, la cui casa non dovrà essere riparata, ma ricostruita.

Lombok ha bisogno di aiuto, di tutto l’aiuto possibile.

La gente del posto mi ha accolta come una figlia quando avevo 7 anni, ora è il mio turno di prendermi cura di loro.

Di seguito vi sono diversi modi per fare una donazione, qualunque contributo sarà di fondamentale importanza. Vi ringrazio, dal profondo del cuore.

http://gf.me/u/kdix8t

https://www.gofundme.com/npx5ee-lombok-earthquake

https://www.gofundme.com/lombok-earthquake

mirasouthseaperals@gmail.com

https://www.gofundme.com/sos-lombok-aiutiamo-i-terremotati

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