mer 18 Lug 2018 - 76 visite
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Il Golem di Wegener pre-apertura a Venezia

Nuova copia digitale tratta da negativo originale per la Mostra Internazionale del Cinema

L’anno scorso, in Sala Darsena al Lido, fu il leggendario capolavoro del muto Rosita (1923) del grandissimo Ernst Lubitsch, regista tedesco del cinema muto poi del sonoro, naturalizzato statunitense, che presentato in prima mondiale in una nuova copia restaurata dal MoMA, grazie al supporto di The Film Foundation, fu il film di pre-apertura della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Quest’anno sarà il classico del cinema muto Il Golem – Come venne al mondo (Der Golem – Wie er in die Welt kam, 1920), scritto e diretto da Paul Wegener, la pellicola scelta per la serata di pre-apertura di martedì 28 agosto della 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia che si terrà, ancora una volta, nella Sala Darsena del Lido.

Il Golem sarà proiettato in una nuova copia digitale tratta dal negativo originale ritenuto perduto, con un restauro in 4K a cura della Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung di Wiesbaden (Germania) e della Cinémathèque Royale de Belgique (Cinematek) di Bruxelles, una vera chicca in prima mondiale. Il restauro digitale è stato eseguito dall’Immagine Ritrovata di Bologna.

La proiezione de Il Golem sarà sonorizzata con la musica originale del maestro Admir Shkurtaj commissionata dalla Biennale di Venezia, eseguita dal vivo dal Mesimèr Ensemble.

Il mito del Golem è un tema classico della mistica ebraica, affrontato da molti artisti a vari livelli culturali, letterari, teatrali, cinematografici.

Ricordiamo, tra gli altri, per non citarne che uno tra i più recenti, la ‘libera e creativamente giudaica’ versione di Moni Ovadia, quell’ “Oylem Goylem”, nel ritmo del suo teatro musicale – cabaret, portato in molti teatri, non ultimo il Comunale di Ferrara, ormai parecchi anni fa.

Ambientato nella Praga del 16° secolo, Il Golem racconta la favola ebraica della creatura fatta d’argilla e portata alla vita dal rituale arcano di un rabbino. Prevedendo la prossima espulsione degli ebrei dalla città, il rabbino Loew (Albert Steinrück) risveglia il mitico Golem per proteggere il suo popolo. Dopo una serie di eventi, il Golem salva la vita dell’Imperatore (Otto Gebühr), convincendolo a non cacciare più gli ebrei. Ma per colpa degli intrighi di un servo geloso (Ernst Deutsch), il Golem va fuori controllo e si rivolta contro il suo creatore.

Il regista e sceneggiatore Paul Wegener, allora pure interprete del Golem, aveva già adattato in precedenza due volte la storia, nel 1914 e poi nel 1917. Ma solo il suo terzo tentativo, guidato da una grande ambizione artistica, gli fece ottenere un ampio consenso. La sua eccezionale regia, con le scenografie di Hans Poelzig e la fotografia di Karl Freund, fece de Il Golem uno dei film più apprezzati e famosi del cinema della repubblica di Weimar.

Il film diventò un grande successo internazionale per l’industria cinematografica tedesca del muto, con proiezioni esaurite per mesi anche negli Stati Uniti e in Cina. Il suo emblematico stile espressionista ha influenzato i classici hollywoodiani dell’orrore e la cultura popolare fino a oggi.

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