gio 19 Lug 2018 - 1789 visite
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Verso Ferrara 2019. Baraldi: “Il Pd ha bisogno del vostro aiuto”

Appello della segretaria comunale durante l’incontro organizzato dai Radicali

di Mattia Vallieri

Una analisi della crisi del centro sinistra in Italia e in Occidente con lo sguardo rivolto alle elezioni amministrative ferraresi e a quelle europee in programma il prossimo anno. È questo l’obiettivo dell’incontro organizzato dai Radicali Ferrara dal titolo ‘Il mondo della cultura parla alla politica’.

Un momento che, come spiega lo storico rappresentante Mario Zamorani, vuole essere “l’inizio di un percorso, che merita un approfondimento, verso le elezioni amministrative a Ferrara in una situazione nuova e molto complessa. In Occidente siamo di fronte ad un enorme e velocissimo cambiamento di paradigma, che è presente dappertutto, e questo impaurisce ed angoscia i cittadini. Noi dobbiamo provare a curare la loro angoscia e superarla per evitare che si trasformi in comportamenti non corretti”.

Tra il pubblico è presente anche la neo segretaria comunale dei dem Ilaria Baraldi che, chiamata in causa, interviene non risparmiando critiche anche alla azione del suo partito: “Un po’ il Pd deve pagare pegno e non ci si deve vergognare di dirlo quando ci si accorge di avere sbagliato. Dai dati forniti dall’Istat non dobbiamo nascondere che le politiche di questi anni su povertà e disuguaglianze non hanno prodotto i risultati che aspettavamo: non abbiamo usato gli strumenti adeguati”.

La consigliera comunale chiede quindi collaborazione in vista delle elezioni del prossimo anno e attacca gli avversari politici: “Sono qua a chiedere il vostro aiuto: abbiamo una eredità che ci ha messo nella situazione di non riuscire a leggere la realtà ma noi abbiamo bisogno di fare proposte. Chiedo di darci una mano a ricostruire un ragionamento ed un pensiero comune; si sta giocando una partita con regole che non conosciamo, fatte di menzogne che alimentano lo scontento, ma a questo gioco noi non vogliamo partecipare. Il Pd è l’ultima questione in campo, ma se secondo voi questa città merita di rimanere una comunità, con tutte le difficoltà, abbiamo bisogno del vostro aiuto”.

Una disamina delle difficoltà attuali delle socialdemocrazie prova a fornirla anche la sociologa Maura Franchi: “Mi ha colpito che in contesti molto diversi e lontani si verifichino grandi somiglianze su sofferenze e disagio. Il comune denominatore è lo scontento e ci sono cause oggettive che lo hanno generato. Il centro sinistra nel mondo ha avuto la colpa di ignorare i temi che generano scontento, cancellandoli dalla discussione politica ed infine subendoli”.

Secondo Franchi “della crisi del Pd nessuno deve rallegrarsi, siamo di fronte alla mancanza di un punto di canalizzazione. Ascoltare i cittadini è importante ma bisogna anche capirli ed elaborare proposte e questo passo non è banale. C’è un deficit di lettura della realtà, di ciò che accade e lo determina”.

Il tema del lavoro è la questione: è una cosa drammatica e chi dice che il problema sono i dispositivi dice una frottola” prosegue la sociologa dell’Università di Parma, che ritiene invece come l’argomento lavoro debba essere affrontato “con una prospettiva di 10 o 15 anni, mettendo mano all’istruzione” e affrontando di petto la disuguaglianza, su cui, a suo dire, “la sinistra ha perso ovunque. Le disuguaglianze hanno portato una segmentazione sociale. Va ricostruito un futuro senza depressione: le persone vogliono delle proposte”.

Rilancia invece sull’importanza del lavoro e dell’Europa Daniele Lugli (Movimento nonviolento), citando a più riprese il manifesto di Ventotene: “L’Europa, con tutti i suoi problemi, ci ha tenuto lontani dalle guerre per oltre 70 anni, le sue prospettive sono migliori dei pensieri dei vari Putin o Trump e per questo motivo va riproposta ai cittadini. La questione del lavoro è molto importante e deve essere il primo impegno per le forze costituzionali. Il lavoro è un diritto/dovere e senza questo non creiamo alcun livello di cittadinanza”. Non manca un passaggio sulla definizione di totalitarismo menzionando gli scritti di Hannah Arendt: “Oggi avverto la sensazione di pericolo per la nostra democrazia, ci sono dei segnali preoccupanti. Le parole di Arendt sul totalitarismo suonano famigliari con la realtà attuale”.

La crisi dei partiti progressisti viene affrontata anche dal teologo Piero Stefani: “La sinistra per anni ha detto che domani sarà meglio di oggi, con una idea di sviluppo ed uguaglianza precisa, ma questa visione oggi non è più vissuta così. Da molti anni i figli sono più deboli dei genitori, c’è paura ed una difesa aggressiva. Tutto quello che viene da fuori è visto come una minaccia ed è diventato vano proporre progetti di sviluppo che non esistono”.

E ancora: “Non c’è una dimensione della solidarietà. Inoltre nell’appello alla fratellanza, tema molto caro ai cattolici, c’è un forte equivoco: non è un concetto universale ma riguarda un gruppo e non è estendibile a tutti. Per questo è importante dare la dimensione del bisogno e ricordare che nessun individuo nasce autosufficiente e prendersi cura di qualcuno è la struttura base della comunità”.

Tra il pubblico anche Leonardo Fiorentini (Pd) che chiude l’incontro: “Non vedo climi funesti sulla città come qualcuno dice. È sul lavoro che salveremo la democrazia e proprio il lavoro deve essere al centro del pensiero di una sinistra riformatrice e progressista. Oggi lavorare significa includere”.

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