sab 14 Lug 2018 - 897 visite
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Migranti a Portorotta? Il paese protesta

Lavori all'ex casa del fascio. Minarelli: "Chiederò un incontro al prefetto per scoraggiare nuovi possibili arrivi"

Portomaggiore. Da Runco a Portorotta ci vogliono cinque minuti in auto, ma sono ancora più vicine quando si tratta di contrastare l’arrivo di nuovi migranti. Dopo il caso politico recentemente scoppiato nella frazione portuense, un altro paese di appena cento anime è già pronto a protestare contro il possibile ingresso dei richiedenti asilo.

All’ex casa del fascio, di proprietà del Demanio, sono iniziati i lavori di ristrutturazione. Ad allarmare i residenti è la “creazione di non meglio precisati spazi interni o camerette”, come sarebbe stato riferito dall’impresa esecutrice dei lavori intenta a realizzare pareti in cartongesso. I timori degli abitanti sono legati al fatto che l’immobile, per anni sede di un circolo Arci oggi dismesso, possa accogliere nuovi profughi.

Preoccupazioni condivise anche dal sindaco Nicola Minarelli: “Due anni fa, nel pieno dell’emergenza, il Demanio ci ha comunicato la volontà di mettere a disposizione l’edificio per eventuali nuovi arrivi. L’amministrazione comunale non ha nessun potere in merito, se non verificare la compatibilità urbanistica che purtroppo c’è. Non posso confermare l’arrivo di nuovi migranti in futuro, ma abbiamo già espresso la nostra contrarietà nella conferenza di fine 2017”.

La questione è materia del prossimo anno (Portorotta non figura nel bando 2018 che interessava invece Runco) ma il primo cittadino non intende rimanere con le mani in mano: “Insieme al Comune di Bondeno, che sta vivendo la stessa situazione, chiederemo a stretto giro un incontro con il prefetto per capire come ha intenzione di muoversi – rivela Minarelli – e per scoraggiare eventuali decisioni di inserimento. Anche perché non ce n’è bisogno: quando ci è arrivata quella comunicazione era nel pieno degli arrivi ma la fase di emergenza è ormai passata”.

A voler vederci chiaro è anche il consigliere di opposizione Roberto Badolato: “I cittadini si fanno domande e si chiedono quale finalità abbiano i lavori all’interno dell’ex casa del fascio in una frazione quasi abbandonata a se stessa e dimenticata da tutti e nella quale anche per un semplice intervento di manutenzione ordinaria come ad esempio la pulizia del verde ci si deve servire dei volenterosi residenti, dove non vi sono servizi pubblici per le persone e si aspettano anni per vedere realizzare opere di manutenzione straordinaria stradale”.

“Quello che stride in questa vicenda – aggiunge Badolato – è il fatto che parrebbe che interventi su analoghi immobili siano in atto anche in altri comuni della provincia come a esempio a Bondeno; una tempistica non tranquillizzante per i cittadini e non certo serena anche alla luce delle ridistribuzione di profughi che sta avvenendo nella nostra provincia e che ha generato il malcontento generale già in occasione della vicenda dei richiedenti ospitalità di Runco con tutte le note proteste del caso”.

“Altra cosa che può generare perplessità, viste le tempistiche dei lavori, è il fatto che questi immobili potranno rivelarsi, a opere ultimate, adeguati per accogliere richiedenti asilo e quindi accedere ai bandi di accoglienza previsti per il 2018” chiosa il consigliere che chiede all’amministrazione se sia a conoscenza di questi lavori e quale finalità abbiano al fine di sgomberare fin da subito il campo dai dubbi. Ma i dubbi sul futuro, come visto, rimangono.

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