ven 13 Lug 2018 - 1716 visite
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Spal, capitan Antenucci: “A Ferrara ho trovato la mia dimensione”

Il numero 7 si racconta tra passato, presente e futuro: “Salvezza conquistata passo dopo passo”

di Davide Soattin

Nella settimana in cui le prime pagine dei quotidiani nazionali non fanno altro che parlare dell’approdo alla Juventus del fantasista portoghese Cristiano Ronaldo, ingaggiato per essere protagonista per i prossimi quattro anni alla corte della Vecchia Signora, la Ferrara di fede biancazzurra non ha dubbi: il numero sette sulle spalle di capitan Antenucci vale molto di più di quello dell’ex Real Madrid stampato sulla maglia bianconera.

Un vero e proprio atto di fede, di orgoglio e di devozione assoluta della tifoseria spallina nei confronti del bomber molisano, una storia d’amore incondizionato tra la città ed il Lupo di Roccavivara, che ha riportato il capoluogo estense nel calcio che conta dopo decenni di tragedie sportive e delusioni, scrivendo uno dei capitoli più dolci, romantici e trionfali dello storico libro dei trionfi biancazzurri.

Una soddisfazione, quella del ritorno e della permanenza in Serie A ottenuta da grande protagonista, che lo stesso Antenucci ha raccontato ai taccuini del bimestrale Calcio2000, analizzando le due stagioni all’ombra del Castello Estense e volgendo uno sguardo anche al futuro, sia da calciatore professionista che di quello della sua Spal.

“E’stata una grande emozione, probabilmente una delle più grandi della mia carriera – ha raccontato l’attaccante, parlando a proposito dell’ultimo campionato disputato a Ferrara –, dato che misurarti con la massima serie è tutt’altra cosa. La promozione dello scorso anno l’avevamo metabolizzata, perché avevamo accumulato vantaggio e avevamo dimostrato di essere i più forti, mentre in questo caso è stata una conquista passo dopo passo e fino all’ultimo c’è sempre stato un po’di timore”.

Lo stesso timore che tutta la tifoseria ha avuto fino al triplice fischio di Spal-Sampdoria e che si augura di non riprovare più il prossimo anno, forte di un Antenucci che per altri due anni ha legato il suo nome a quello della società e sarà chiamato ancora a far esplodere l’urlo della Ovest verso il cielo: “Direi che è stato quasi naturale rinnovare il contratto, mi ha chiamato il Direttore e non ha fatto neanche in tempo a propormelo che lo avevo già accettato. A Ferrara ho trovato la mia dimensione”.

“Il sogno è di finire bene, tutto qui – ha poi concluso il capitano biancazzurro, volgendo uno sguardo anche a ciò che gli riserverà il domani –. Per adesso mi sento ancora alla grande fisicamente e mentalmente, fra tre o quattro anni mi vedo ancora su un campo da calcio a rincorrere il pallone: poi bisognerà vedere se ce la faccio”.

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