mer 13 Giu 2018 - 2694 visite
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Tagliani a 360° sulla Gad: “Serve lo sforzo di tutti per ridare pace e sicurezza”

L'analisi del sindaco: "L'accoglienza ha generato gravi problemi, ho adottato tutte le ordinanze possibili ma non basta per garantire l'ordine pubblico"

Il sindaco Tagliani a una manifestazione dei residenti in Gad

I poteri del Comune non bastano, serve lo sforzo reale e congiunto di tutti per ridare alla Gad e in generale alla città la pace e la sicurezza che meritano. È la riflessione partorita dal sindaco Tagliani nel presentare una “nutrita serie di iniziative” che partirà nelle prossime settimane nelle strade, nei giardini e in piazza Castellina.

Un programma che è il “risultato di incontri con i residenti e le associazioni del quartiere Giardino, per ‘contrastare’ quel senso di espropriazione che riguarda la vita quotidiana di tante famiglie residenti in questa importante zona di Ferrara”.

“Sono tante le attività, idee, persone, azioni che si sono realizzate e che si sono impegnate in prima persona per migliorare una situazione – rivela il primo cittadino – ma sappiamo che neanche tutte insieme possono costituire una soluzione, perché il problema è – e rimane – di ordine pubblico“.

“In questi anni abbiamo assistito e vissuto sulla nostra pelle una politica dell’accoglienza che ha generato gravi problemi – ammette Tagliani – perché dopo gli aspetti doverosi di umanità e solidarietà della ‘prima linea’ esiste una quotidianità in cui gli enti locali sono chiamati a gestire situazioni complesse, che comportano prima disagi e a lungo andare una insofferenza (e sto usando un eufemismo) dei cittadini e una sofferenza complessiva per la città“.

“Il quartiere ha bisogno di ben altro impegno e presenza rispetto alle attività messe in campo” ammette il sindaco, prima di elencare gli investimenti sulla illuminazione e la manutenzione, il trasferimento in 4 novembre del comando della polizia municipale, la ristrutturazione dell’ex caserma dei pompieri in via Ortigara e l’inserimento al suo interno di associazioni culturali, la partecipazione alle assemblee del Grattacielo, l’apertura in piazza 24 Maggio a Estate bambini e a iniziative di animazione e mercati, supportando la presenza della contrada di San Giacomo e così via…

Per questo, “ho recentemente chiesto ai responsabili dell’ordine pubblico di Ferrara di incontrare assieme i residenti, per costruire anche insieme a loro le risposte più adatte a concentrare in questa zona il massimo della efficacia nelle azioni di prevenzione e di contrasto“.

“Per quello che è nei poteri del Comune abbiamo già adottato tutte le ordinanze possibili per arginare fenomeni degenerativi di abuso di alcool, spaccio e sfruttamento della prostituzione -avverte Tagliani -; ho indotto il consiglio comunale a modificare i regolamenti e dotato la polizia municipale di cani antidroga e di unità mobili per la rilevazione di sostanze stupefacenti destinate a presidiare quel quartiere. Stiamo lavorando per chiudere tutti quei locali dove l’abuso di alcool ha contribuito ad alimentare le ultime risse”.

“Ma non basta, i poteri del Comune non bastano – ribadisce il sindaco -. Per raggiungere un risultato servono la determinazione e (soprattutto) la reale volontà collaborativa da parte di tutti. Il mio compito è amministrare la città, ma la mia competenza non va oltre quanto ho già scritto sopra”.

“Sono stato felice dell’arrivo dell’esercito, ho ringraziato le forze dell’ordine – interpreti di un ruolo difficile ma essenziale nella salvaguardia del sistema di sicurezza della nostra comunità – per l’impegno, la collaborazione e la capacità di prevenzione, ho incontrato il capo della polizia Gabrielli, il vice ministro Bubbico ed il ministro dell’interno Minniti su questi temi sostenendo anche le giuste recriminazioni dei sindacati di polizia che lamentano un sottodimensionamento degli organici”.

E arriva un’altra brutta notizia. “Purtroppo in questi giorni ho appreso che sono venute meno anche quelle modeste forze di personale che erano state assegnate a carabinieri, polizia di stato e guardia di finanza a partire dallo scorso autunno. Me ne rammarico, per loro, per lo sforzo, per la difficoltà, ma come sindaco me ne rammarico anche per noi e a nome dei cittadini del quartiere Giardino: non posso tacere e ribadisco con fermezza che occorre uno sforzo reale e congiunto per ridare a quella zona e a questa città la pace e la sicurezza che merita“.

Infine l’ultimo monito: “Mi impegnerò perché, secondo le funzioni che mi appartengono in qualità di sindaco, le forze dell’ordine possano lavorare, in accordo con Questura e Prefettura, per raggiungere il miglior risultato possibile che sia apprezzato innanzitutto dai residenti e dai cittadini di Ferrara, con il contributo di ogni istituzione e delle forze politiche sia nazionali che territoriali”.

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