ven 18 Mag 2018 - 148 visite
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Polveri sottili: in Italia più morti che in guerra

Si registrano nel territorio della Pianura Padana livelli allarmanti di PM2,5 – che superano gli 80 microgrammi per metro cubo.

Nella seconda guerra mondiale in Italia, in cinque anni e mezzo, sono morti per cause dirette e indirette, 291.376 militari e 153.147 civili . In totale sono 444.000 morti.

Oggi in Italia, ogni anno, muoiono prematuramente per inquinamento dell’aria 87.ooo persone. Quindi in cinque anni e mezzo (teniamo lo stesso periodo della seconda guerra mondiale per avere un confronto omogeneo) sono 478.000 morti. Più morti che in guerra.

Fonte: European Environment Agency, European Air Quality in Europe

Gli amministratori continuano a investire sulla combustione dei rifiuti per generare energia. Il termovalorizzatore di Via Diana, attivo dal 1994 ha subito un implemento di due nuove linee di termovalorizzazione nel 2008. Perchè mentre i paesi più moderni instaurano economie circolari, e mirano al rifiuto zero, a Ferrara giustamente s’implementano i bruciatori di rifiuti, pronti a bruciare pure quelli provenienti da altre regioni se quelli del territorio non sono sufficienti a soddisfare le esigenze di bilancio.

Tolleriamo le decine di torce di emergenza accese ogni anno nel petrolchimico, le sue esalazioni e le scuse utilizzate ogni volta per coprire fenomeni d’inquinamento che passano troppo spesso preoccupantemente inosservati.

Nella città delle biciclette (rubate), tra la nebbia del PM10 e PM2.5 non è comunque difficile identificare le priorità di quegli amministratori che hanno voluto allontanare l’ospedale dal centro, e confinare i propri cittadini all’ombra della nube tossica del polo chimico.

Le future generazioni ringraziano per tali scelte oculate.

Marco Falciano

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