ven 18 Mag 2018 - 116 visite
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Sacca di Goro, i finanziamenti europei per gli interventi sullo Scanno sono a rischio?

Interrogazione alla Giunta regionale della consigliera Marcella Zappaterra (Pd) sul destino del progetto Life Agree-Coastal Lagoon Term Management

Con un’interrogazione alla Giunta regionale la consigliera Marcella Zappaterra ha chiesto chiarimenti circa i tempi di realizzazione degli interventi previsti del progetto Life Agree-Coastal Lagoon Term Management presentato nel 2013 dalla Provincia di Ferrara e se i ritardi mettano a rischio i finanziamenti europei concessi al progetto.

L’obiettivo generale del progetto era quello di predisporre interventi che favorissero la conservazione di habitat e specie nella laguna deltizia del Delta del Po. “Si tratta – spiega Zappaterra – di interventi di importanza fondamentale per il tessuto produttivo delle zone deltizie che fanno affidamento sulle vie d’acqua molto più di quanto si percepisca”.

L’importo complessivo del progetto era di 4.381.801 euro, cofinanziato al 50% dall’Unione Europea. Due gli interventi previsti: una struttura in legno, lunga circa 300 metri sullo Scanno di Goro, necessaria per trattenere la sabbia e favorire la crescita di una nuova ramificazione (il costo era di 280.000 euro, cofinanziati al 50% da fondi Ue); un manufatto idraulico a tre luci che colleghi la Sacca al Po di Goro in località Traghetto. Quest’opera dovrebbe sostituirne una già esistente ormai obsoleta e poco funzionale. L’intervento prevede inoltre l’escavo di canali sub lagunari in fase di ultimazione per migliorare la circolazione delle acque nella Valle di Gorino. Il costo complessivo di 450.000 euro, anche questo finanziato al 50% di fondi Ue.

“Quando venne sottoscritta la convenzione tra la Provincia di Ferrara, beneficiario incaricato del coordinamento (la Regione Emilia-Romagna è partner e beneficiario associato), e la Commissione europea, il 5 giugno 2014 venne fissato anche il termine per la presentazione della rendicontazione al 30 aprile 2019”, prosegue Zappaterra, che aggiunge: “Pare che i lavori su entrambi i fronti procedano a rilento: il primo intervento, di durata stimata di 6 mesi, è ancora in corso, il termine è stato posticipato da giugno 2017 a giugno 2018. La realizzazione del secondo è stata stimata in 290 giorni, il termine dell’opera è stato posticipato da giugno 2016 a dicembre 2018. Nonostante i lavori siano stati appaltati un ricorso al Consiglio di Stato ha bloccato tutto”.

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