sab 12 Mag 2018 - 2728 visite
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Accattonaggio, birre, urina. Naomo: “Davanti al Despar situazione insostenibile”

Lodi incontra i residenti e il titolare del supermercato. “Sono stati interpellati invano sindaco, municipale, Ausl e Arpae”

di Cecilia Gallotta

Accattonaggio molesto, alcool, urina, e animali vagabondi e non curati. Una “situazione insostenibile che si trascina da anni”, riferiscono i residenti del condominio adiacente al supermercato Despar di corso Porta Reno, che dopo aver scritto una lettera al sindaco, alla Polizia Municipale, ad Arpae e all’Ausl, hanno deciso di incontrare ‘Naomo’ Lodi.

“Il probelma non è che queste persone chiedano l’elemosina – sostiene il direttore del supermercato Micheal Urru, descrivendo lo stazionamento a rotazione di circa sette-otto persone senza fissa dimora, di nazionalità mista, quasi sempre in stato di ebbrezza – ma il fatto che l’elemosina la chiedano per comprare da bere, e se non la ottengono chiedano direttamente al cliente di comprargliene”.

E i clienti “li assecondano per evitare episodi spiacevoli”: alla vista del direttore aggressioni vere e proprie non ci sono ancora state, lasciando però il posto a furti e stazionamenti all’interno del supermercato al punto di far cadere la merce dagli scaffali creando scompiglio.

“Abbiamo scritto anche all’Ausl perché c’è un evidente problema di igiene”, riportano poi i condomini, nell’attesa che Lodi presenti la promessa interrogazione comunale sulla situazione, che vede “clienti infastidi e residenti costretti a spendere soldi per pulire escrementi”. “Con i Carabinieri c’è stata poi una collaborazione – aggiunge Urru – un accordo che vietava a queste persone la vendita. Ma è stato difficile applicarlo in tutte le occasioni, soprattutto di sera, se alla cassa c’erano colleghe sole, e fuori cominciavano a diventare molesti”.

Il segretario comunale del Carroccio non ha perso tempo, e oltre ad individuare gran parte di queste persone con tanto di foto, ha ottenuto informazioni dai residenti. “Esiste un regolamento che vieta l’accattonaggio in presenza di animali, e già solo per questo basterebbe che la Municipale facesse il suo lavoro– attacca Lodi –. Il problema si estende se pensiamo all’imprenditoria della zona, a chi ormai dobbiamo dire che ha avuto ‘il coraggio’ di aprire qui, dove clienti, cittadini, persone anziane e condomini, non sono più certo invogliate a stare”.

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