lun 16 Apr 2018 - 804 visite
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Quasi 2500 firme per salvaguardare la sessione universitaria estiva

Sugli esami c'è la minaccia dello sciopero dei docenti. Balboni: "Chiediamo un appello ufficioso regolamentato"

di Simone Pesci

Poco meno di 2500 firme – 2496 per la precisione – raccolte in 7 giorni per salvaguardare lo svolgimento degli esami della sessione estiva universitaria di giugno e luglio, sui quali incombe la minaccia dello sciopero nazionale proclamato dai docenti.

E’ il risultato ottenuto da Azione Universitaria di Ferrara, il cui presidente Alessandro Balboni non nasconde la soddisfazione perché “in così poco tempo non è mai successo nella storia di Unife che si raccogliessero così tante firme”. “Siamo stati gli unici in Italia ad attivarci – sottolinea il presidente di Azione Universitaria -. Per noi studenti sarebbe un grave danno, perché a settembre subentrano i discorsi che riguardano l’assegnazione di una borsa di studio per merito e la detassazione. Se viene preclusa la possibilità di dare un esame a giugno significa non riuscire a maturare i crediti necessari”.

In questo senso le 2496 sottoscrizioni sono state propositive, perché come spiega Balboni, si è chiesto di “introdurre un appello ufficioso ma regolamentato, così da mantenere costante il numero degli appelli durante la sessione estiva”. “Molti professori ci hanno appoggiato” dicono i rappresentanti di Azione Universitaria, con Balboni che afferma come “le loro istanze sono condivisibili e ragionevoli, ma ci siamo sentiti in dovere di intervenire dal momento in cui lo sciopero danneggia i diritti di noi studenti”.

Un primo risultato è già stato ottenuto, perché si discuterà della questione nel prossimo Senato accademico, previsto per la mattinata di martedì 17 aprile. “Abbiamo raccolto le firme di più di un decimo degli studenti di Unife, un quarto della popolazione frequentante” commenta il senatore accademico Edoardo Luigi Manfra, il quale ricorda come “molti fuorisede non hanno potuto firmare perché a ridosso delle vacanze pasquali”.

Infine un rammarico, nemmeno troppo inaspettato per gli esponenti di Azione Universitaria, perché “non tutte le associazioni studentesche hanno appoggiato l’iniziativa”.

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