dom 15 Apr 2018 - 127 visite
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Egitto Ritrovato, un restauro ‘pubblico’ a Rovigo

La restauratrice Cinzia Oliva, del Museo Egizio di Torino, alle prese con due mummie, Meryt e Baby

di Maria Paola Forlani

Le due mummie conservate all’Accademia dei Concordi sono oggetto di un restauro condotto di fronte ai visitatori fino al primo luglio nell’importante esposizione in Palazzo Roncale a Rovigo. E’ possibile infatti vedere la restauratrice Cinzia Oliva, attiva presso il Museo Egizio di Torino, alle prese con il restauro delle mummie nei giorni 14, 15, 16 aprile dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.oo e poi a giugno, il 6, 7, 8, 9 negli stessi orari.

E tutti i visitatori potranno non solo vedere le interessanti fasi di restauro, ma anche interfacciarsi con lei per qualsiasi curiosità. Accanto a “Meryt” e “Baby” – i nomignoli attribuiti alle due mummie – sono esposti i reperti dell’intera Collezione Valsè Pantellini, di proprietà dell’Accademia dei Concordi, forte di 500 pezzi.

Per molti è stata una grande sorpresa scoprire che a Rovigo, ed esattamente nei grandi depositi dell’Accademia dei Concordi, si conserva la collezione dei reperti egizi numericamente più consistente del Veneto. Primato non da poco se si tiene conto che il Veneto è stato terra di Giovanni Battista Belzoni e di figure come il rodigino Giovanni Miani, esploratore delle sorgenti del Nilo.

Tra il 1878 e il 1879 a Rovigo dei 5 capienti cassoni zeppi di reperti egizi, provenienti da Alessandria d’Egitto, risultò il frutto di una fortunata coincidenza, oltre che della volontà dei responsabili dell’Accademia di arricchire le collezioni della loro istituzione.

Il caso è incarnato dalla figura di Giuseppe Valsè Pantellini (Rovigo 1826 – Fiesole 1890). Questo rodigino, in esilio a causa della partecipazione ai moti d’insurrezione del Polesine nel 1848, trovò rifugio in Cairo. Qui prese in gestione, e poi in possesso, il Grand Hotel. La struttura, rinominata New Hotel, diventa, per la posizione strategica e per le doti organizzative di Valsè Pantellini, un punto di riferimento per i viaggiatori del tempo, nobili, agenti dei consolati e ricchi provenienti da tutto il mondo. Al Grand Hotel del Cairo si aggiunge presto l’elegante Hotel d’Europa, altra meta fondamentale per i viaggiatori in arrivo o transito e, soprattutto, per alcuni egittologi di grande fama, quali Auguste-Ėdouard Mariette e Gaston Camille Charles Maspero.

In occasione dei festeggiamenti per l’apertura del Canale di Suez, Valsè Pantellini viene scelto dal Vicerè d’Egitto per alloggiare e assistere gli illustri ospiti internazionali. Ѐ tale la fama dell’imprenditore, che, nel 1877, l’allora Presidente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, Lorenzoni, si rivolge, al talentuoso concittadino nel tentativo di realizzare un museo egizio nella città natale.

Appello accolto dal Pantellini che, tra il 1878 e il 1877, riunisce e invia a Rovigo i preziosi reperti tanto ambiti. In Accademia, alla donazione Valsè Pantellini vanno poi ad aggiungersene altre di minore consistenza: un numero imprecisato di reperti dal Basso Egitto da parte di Lodovico Bassani, sette frammenti di statuette donate dall’ingegner Eugenio Piva nel 1893 e sette reperti appartenuti alla famiglia Silvestri.

Le due mummie, una giovane donna (“Meryt”) e l’altra di un ragazzo (“Baby”), reperti di punta della donazione Valsè Pantellini, vennero conservate in una teca nella posizione che avevano al loro arrivo dall’Egitto: “Baby” adagiato su “Meryt”, quasi come se la donna, anche nell’Oltretomba, volesse proteggere il cucciolo d’uomo.

Per gli esami cui i due reperti sono già stati sottoposti, Maryt e Baby sono stati, per la prima volta, separati.

Per gli interventi di restauro e conservazione sulle due mummie sono stati mobilitati i maggiori specialisti. La curatela scientifica è stata affidata al gruppo di lavoro Egitto Veneto, con il coordinamento del prof. Emanuele Ciampini e della dott.ssa Paola Zavanello, che ha studiato e catalogato, negli anni passati, il fondo archeologico dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.

Partner del progetto sono l’Università degli Studi di Padova e l’Università Cà Foscari di Venezia, che assicurano il supporto scientifico nei vari settori di competenza: medicina e antropologia, in particolare, essendo due corpi umani l’oggetto di studio.

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