Mer 21 Mar 2018 - 170 visite
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La giunta poggese incontra i cittadini: “Ricostruzione entro il 2022”

Già presentati i progetti per il Castello Lambertini, promessa l'apertura di un poliambulatorio con Cup entro l'estate. Stabile la Tari col porta a porta, per i lavori al ponte sul Reno nulla di definitivo

di Martin Miraglia

Poggio Renatico. “Abbiamo impegnato nel 2017 un milione 454mila euro, dei quali 198mila per la messa all’opera del poliambulatorio e il rispetto della normativa antincendio del centro sociale e 500mila per la manutenzione delle strade e del patrimonio comunale, mentre un altro milione 940mila euro vengono da spazi del patto territoriale. Siamo stati molto solerti nel presentare i programmi allo Stato e siamo stati ripagati”. È cominciata con una disamina del bilancio il confronto pubblico dell’amministrazione comunale poggese a Gallo lunedì sera, primo di una serie di incontri che toccheranno tutte le frazioni comunali per fare il punto della situazione e raccogliere le impellenze dei cittadini a circa un anno e mezzo dalle prossime amministrative.

“Il debito per abitante è in costante diminuzione, dai 110 euro nel 2017 e una proiezione di 94,60 nel 2018”, fa poi notare l’assessore al bilancio Paola Zanella, mentre l’assessore alle pubblica istruzione Serena Fini ha pone l’accento sulla conferma “del trasporto scolastico Poggio-Gallo, non scontato perché per mantenere i prezzi bassi l’impegno da parte del Comune è importante, e della scontistica per i fratelli che va dal 10 al 20%”. All’assessore a sanità e servizi sociali Piergiorgio Brunello va invece l’onore di annunciare a breve la riapertura del Cup “chiuso per a causa di problemi strutturali dovuti al continuo passaggio dei treni” già all’inizio dell’estate sottoforma di poliambulatorio che troverà sede nell’ex mensa delle vecchie scuole elementari, attualmente in corso di sistemazione, che vedrà la presenza dei medici generici per una copertura di almeno 9 ore al giorno, un ufficio che ospiterà il centro prenotazioni e la presenza di personale infermieristico.

Il resto delle questioni viene lasciato direttamente nelle mani del sindaco Daniele Garuti, che prima parte dalla sicurezza — “i reati seguono un trend in diminuzione e rispetto alla media della provincia siamo intorno alla metà rispetto agli altri comuni”, dice soddisfatto del funzionamento dei tre pilastri della sicurezza: forze dell’ordine, sistema tecnologico e collaborazione dei cittadini — per poi fare un tour sulla ricostruzione “sulla quale stiamo lavorando in modo indefesso”. E quindi “è già in corso il consolidamento del centro civico che durerà un anno, mentre un altro grande progetto sarà quello della risistemazione delle ex scuole elementari che verranno rimodulate secondo un piano formativo che ha visto la partecipazione del personale docente”, mentre per quanto riguarda il Castello Lambertini “il progetto è stato già presentato, e ora si attende il parere della Regione che fissando come termine il 31 dicembre per la presentazione di tutti i progetti è coinvolta in un collo di bottiglia, anche se stiamo già intervenendo per il recupero dell’archivio”. In tutto questo, “l’obiettivo della Regione è quello di terminare la ricostruzione entro il 2022, forse un po’ ottimistico perché nessuna realtà in Italia colpita dal terremoto ha finito di ricostruire completamente in 10 anni esatti”.

Segue la situazione viabilità, in particolare quella sui ponti che collegano la frazione al resto del territorio e con il bolognese. “Sul [ponte del] Torniano l’obiettivo è di concludere per Natale”, dice il primo cittadino facendo notare come però, nei periodi irrigatori, i lavori dovranno temporaneamente fermarsi. Per il ponte sul Reno che collega Gallo con Malalbergo invece “non c’è niente di definitivo perché l’Anas non ha ancora preso una decisione”, anche se per i lavori di consolidamento strutturale si propende per l’ipotesi di un traffico a senso unico alternato regolato da semafori temporanei durante il periodo estivo: le tempistiche in questo caso raddoppieranno — da due a quattro mesi — e ne soffrirà il transito dei mezzi agricoli, ma si eviterebbe almeno l’isolamento di fatto del territorio in un periodo dell’anno spurio dal traffico scolastico.

Rimane in ultimo la questione ambiente, leggasi rifiuti. “Dal 2004, quando è stato introdotto il concetto che i rifiuti vengono prodotti dalle persone e non dalle case”, spiega Garuti, “i costi sono aumentati costantemente”, almeno finché l’aumento non si è arrestato con l’introduzione del porta a porta. “Nel 2015 e 2016 ci siamo fermati al 75% della raccolta differenziata ma con problemi sulla qualità del rifiuto perché siamo bravi ma non tedeschi, e lasciando alcuni contenitori stradali dentro finivano cose diverse. Dall’introduzione del porta a porta siamo stabilmente sopra all’80% di differenziata con un rifiuto pulito. Da allora la situazione costi si è stabilizzata e rispetto alla media provinciale siamo sotto del 10%, ma è vero che si spende due volte e mezzo in più di quanto si spendeva nel 2000”.

 

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