mer 14 Mar 2018 - 6581 visite
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Aggrediscono con violenza gli agenti, spray al peperoncino per sedare la rissa

Calci e pugni alla rinfusa: un poliziotto rimane ferito. Un suo collega usa l'urticante per fermare uno degli aggressori: due arresti

Una violenta rissa è scoppiata nel cuore della notte davanti a un locale in via Ricostruzione. Nella colluttazione sono rimasti coinvolti anche gli agenti, colpiti con calci e pugni. Uno dei poliziotti è rimasto ferito, un suo collega si è visto costretto a usare lo spray al peperoncino per fermare uno degli aggressori, in una situazione ormai degenerata.

È stato un intervento lungo e complicato quello vissuto dalle volanti della polizia di Stato, intervenute all’una di notte per sedare una rissa presso un locale pubblico, gestito da un nigeriano, a Pontelagoscuro.

Appena giunti sul posto, gli agenti hanno visto alcune persone discutere animatamente all’esterno del locale, mentre all’interno si udivano forti urla. Avvicinati alla porta d’ingresso, hanno notato un cospicuo numero di extracomunitari litigare e che, al loro arrivo, si sono portati all’esterno.

La discussione è quindi proseguita fuori, ignorando gli agenti che da subito hanno cercato di allontanare alcuni rivali, fino a quando un uomo di origine nigeriana si è scagliato con calci e pugni colpendo alla rinfusa gli agenti. Non contento, ha preso la rincorsa e a grande velocità si è lanciato con tutto il corpo sul cofano della volante Alfa 3 parcheggiata poco distante.

Dopo il lancio sull’auto di servizio, l’uomo è tornato indietro e ha affrontato con calci e pugni uno degli operatori, procurandogli delle lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. Quando è stato immobilizzato a terra, l’aggressore ha continuato a dimenarsi con tutte le sue forze, continuando a tirare pugni e calci in ogni dove, colpendo anche un altro agente ad una mano.

Pur ammanettato, l’uomo non ha smesso un attimo di opporre resistenza, urlando e dimenandosi sempre di più al fine di sottrarsi all’immobilizzazione. In queste fasi concitate, anche altri cittadini extracomunitari si sono avvicinati ai poliziotti che cercavano di allontanarli con molta fatica.

In particolare un altro nigeriano si è scagliato verso gli uomini in divisa, intenti al trasporto del primo fermato verso l’autovettura di servizio, afferrandoli per le giacche e dimenandosi con forza, urlando a squarciagola e sferrando verso la loro direzione calci e pugni. A questo punto un agente, vista la situazione ormai degenerata, ha estratto lo spray al peperoncino utilizzandolo in direzione dell’uomo che poco dopo si è fermato, sedendosi a terra, e che successivamente è stato ammanettato.

Interrotte le azioni dei più agguerriti, la lite è proseguita in strada fra gli altri avventori del locale e più volte tutti gli operatori di polizia, con l’ausilio di altre forze dell’ordine intervenute a sostengo, sono stati costretti a dividere le persone su più fronti e per molti minuti fino a che tutti i presenti si sono dileguati in varie direzioni.

Mentre l’uomo raggiunto dallo spray urticante è stato accompagnato al pronto soccorso con un’ambulanza (giudicato in condizioni fisiche normali anche se alterato per abuso di alcol), l’altro è stato portato in questura dove si è recato anche il titolare del pubblico esercizio che aveva indicato agli agenti i due uomini in questione quali responsabili dell’aggressione dallo stesso subita.

Il titolare, anche lui di nazionalità nigeriana, ha riferito che poco prima i due discutevano animatamente all’interno del locale per il presunto furto di un cellulare e lui si era limitato ad invitarli a calmarsi altrimenti avrebbe chiamato la polizia. È stata proprio questa frase a innescare la violenta reazione dei due che lo hanno afferrato per il collo, per poi strattonarlo e spingerlo contro il muro. Altri clienti a quel punto avevano avvisato il 113.

I due sono stati tratti in arresto per reati vari tra i quali resistenza e lesioni a pubblico ufficiale (mentre è in corso di approfondimento il presunto reato avvenuto all’interno del locale) e trattenuti presso le camere di sicurezza della questura, in attesa del processo per direttissima, così come disposto dal magistrato di turno.

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