mer 14 Mar 2018 - 233 visite
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‘Riaperture’, la fotografia riapre gli spazi dimenticati di Ferrara

La seconda edizione raddoppia. Mostre a palazzo Prosperi Sacrati, ex drogheria Bazzi, palazzo Massari e Casa Niccolini 

Una delle foto di Marco Sconocchia in mostra a ‘Riaperture’

Riaprire con la forza delle immagini gli spazi chiusi di una città: Ferrara è pronta a ospitare la seconda edizione di ‘Riaperture’, il festival di fotografia in programma dal 6 all’8 e dal 13 al 15 aprile. Autori da tutto il mondo, incontri e presentazioni, proiezioni e workshop, per una formula confermata dopo il successo nel 2017 con 1200 presenze, e che presenta diverse novità, prima fra tutte l’aumento della durata, passata a due weekend.

Il tema della seconda edizione è il ‘Reale’, che sarà sviscerato in molteplici direzioni da autori nazionali e internazionali. Saranno presenti in mostra al festival: Letizia Battaglia, Francesco Zizola, Oleg Oprisco, Antonio M. Xoubanova, Arimasa Fukukawa, Stuart Paton, Roberto Boccaccino, Camilla de Maffei, Marco Sconocchia, Nicolas Bruno, Arianna M. Sanesi, Alessandro Ruzzier e Lele Marcojanni.

Così come Riaperture vuole interpretare la fotografia come chiave per riaprire spazi dimenticati della città, che diventano sedi espositive, il tema dell’edizione 2018 cerca di riaprire i concetti della realtà circostante e ribaltare le prospettive e i punti di vista.

Rispetto alla prima edizione, cambiano in parte i luoghi, con tante novità. La manifestazione sarà dislocata a Factory Grisù, ex caserma dei vigili del fuoco ora consorzio di imprese innovative e oggetto di un percorso di rigenerazione, a Palazzo Prosperi Sacrati, uno degli edifici storici più belli della Ferrara estense, situato al centro dell’Addizione Erculea e chiuso da anni, nell’ex Drogheria Bazzi, al momento chiuso per restauro e per la prima volta riaperto dopo anni di attesa.

E ancora, Palazzo Massari e Palazzo Cavalieri di Malta, storici edifici ferraresi riaperti per la prima volta, ed eccezionalmente per il festival, dopo le lesioni del terremoto nel 2012. Casa Niccolini, che in futuro ospiterà nuove aree della biblioteca Ariostea, e l’ex chiesa di San Giuliano, in piazza Castello. Infine, un negozio del centro storico attualmente chiuso, come simbolo per le attività commerciali da riqualificare. Tutti i luoghi del festival saranno accessibili anche alle persone con disabilità.

Oltre all’allungamento della durata, Riaperture proporrà per la prima volta – tra mostre, concorso, workshop, letture portfolio, visite guidate, talk, presentazioni, proiezioni e laboratori per bambini – anche una storia autoprodotta. La rassegna – che unisce l’indagine fotografica alla rigenerazione urbana – prevede poi una maggiore presenza internazionale (quattro ospiti stranieri) e una narrazione del tema ancora più frastagliata e con differenti punti di vista. Il programma, che verrà presentato nei prossimi giorni, proporrà presentazioni con gli autori ma non solo, saranno presenti anche iniziative editoriali e progetti paralleli.

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