mar 13 Mar 2018 - 1691 visite
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Rifiuti, sei ore di scontro in consiglio per approvare il regolamento Tari

La maggioranza vota due emendamenti del M5S e una risoluzione poi si blinda: la tariffa puntuale passa con 18 voti contro 11

(archivio)

di Martin Miraglia

Alle democrazie serve tempo, e la decisione del consiglio comunale sul regolamento della tariffa puntuale sui rifiuti — una delle più controverse degli ultimi tempi — non fa eccezione: arriva in assise con un numero monstre di provvedimenti per modificarla (tra risoluzioni ed emendamenti sono addirittura 54) e un dibattito da affrontare che di fatto sarà una sommatoria delle polemiche di diversi mesi. Il risultato è un consiglio fiume che dalle 15.30 va avanti per sei ore e si chiude nella sera inoltrata.

Ad aprire la discussione è l’assessore Caterina Ferri, illustra il regolamento con un linguaggio non dissimile da quello usato nella conferenza stampa di ieri mattina — i dati del resto sono quelli — e si dice abbastanza soddisfatta dello switch alla differenziata ‘spinta’, come la chiama lei, che ha determinato un aumento della raccolta differenziata pur riconoscendo i problemi della prima ora a cui sono stati applicati o sono in corso di applicazione correttivi. Non dà ulteriori notizie se non che l’installazione delle fototrappole verrà completata in questa settimana, poi si comincia: Ilaria Morghen presenta i suoi 34 emendamenti che spaziano dall’utilizzo da parte dei disabili all’accesso ai dati sui conferimenti all’incentivazione della differenziata, gli altri consiglieri espongono i loro, da lì rimane ‘solo’ la discussione.

Il primo a parlare è Francesco Rendine di Gol, che del provvedimento è uno dei maggiori oppositori, e subito scalda l’aula: “Questo provvedimento è da calottare”, dice lui, e anche se è conscio del fatto che verrà approvato a colpi di maggioranza “lo annulleremo tra un anno”. Fa notare la “mancanza di linearità” tra l’aumento dei componenti del nucleo familiare e quello delle tariffe fisse e definisce tutto l’impianto regolamentare come “escrementi”, dai quali “non si può partire per fare una torta per quanto impegno ci si possa mettere. Lo manderete giù voi, sarebbe opportuno che la maggioranza lo ritirasse”. E se “la differenziata è arrivata all’80% gli abbandoni sono aumentati del diecimila percento, la maggioranza dice cose false smentite dai suoi stessi dati”, aggiunge mentre chiede anche di rimuovere la carta Smeraldo.

Per Cavicchi della Lega invece “di democratico non c’è niente nell’istituzione di tutto questo, è stato imposto”, mentre per Peruffo di Forza Italia “sull’aumento della differenziata sono d’accordo con quanto dice Rendine, e sono contraria all’adozione delle calotte” e “ci sono isole ecologiche in cui non si possono mettere i piedi” a causa delle loro condizioni. Balboni (FdI) propone l’adozione di un sistema di porta a porta su tutto il territorio visti i “dati al momento contestabili” sulle calotte sottolineando poi il calvario per gli studenti fuori sede nell’ottenere la carta Smeraldo, mentre per Ilaria Morghen (M5S) “il percorso ci ha visto molto critici dall’origine” e attacca la “poca trasparenza del sistema” nei confronti dei cittadini sul fronte dei dati ottenuti da Hera e il contesto normativo che ha visto la nascita del regolamento.

A tutti risponde ancora Ferri, che ringrazia i cittadini per il loro impegno nell’adeguarsi al nuovo servizio di raccolta rifiuti come priorità del suo spazio per le repliche. Dice che comunque “questo è l’anno zero dell’introduzione della tariffa” e quindi alcuni aspetti in termini di premialità nella tariffazione e di organizzazione del servizio si risolveranno andando avanti ma questo non impedisce che il passaggio al nuovo sistema  “non sarebbe potuto andare meglio di così”.

Dopo ore di discussione vengono prima approvati gli emendamenti: la maggioranza si blinda e approva i suoi e quelli che aveva già annunciato avrebbe accolto, respingendo quindi un emendamento a testa a Fochi e Anselmi, e 26 a Morghen che però riesce a trovare consenso su due emendamenti e una risoluzione.

Tocca quindi alle dichiarazioni di voto: Rendine prende ancora la parola e si scaglia contro il sistema, ripescando anche il famigerato articolo di Fabrizio Gatti sull’Espresso di qualche settimana fa. È lo spunto per la risposta di Bova (Ferrara Concreta): “Speriamo che possiate governare, l’alternanza è alla base della democrazia, ma non prima di 30 o 40 anni”, dice, poi affonda la ‘luna spenta di Ferrara’ dicendo che quell’articolo era denigratorio contro tutti i ferraresi a fianco dei quali si schiererà sempre, “perché io a questo gioco al massacro non ci sto”.

Alla fine tocca alla delibera e alla sua immediata eseguibilità. Passa anche questa grazie alla maggioranza: 18 i voti a favore che arrivano dal Pd e da Ferrara Concreta, 11 i contrari dai gruppi di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. Il regolamento sulla tariffa puntuale ora è in vigore.

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