ven 9 Mar 2018 - 4473 visite
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La Zappaterra ‘dimissiona’ Calvano e Vitellio

Sconfitta Pd. “Le responsabilità vanno distribuite come in una piramide”

Parla di responsabilità. Da condividere. Marcella Zappaterra non nomina mai la parola “dimissioni” ma il suo messaggio, forse più elegante di precedenti interventi, va nella stessa direzione di quelli tracciati da Marattin prima e da Zaghini poi. Non può essere solo Renzi il responsabile di un crollo verticale (“risultato disastroso, ovunque”) che ha dimezzato il partito e portato il Pd a risultati da minimi storici in Emilia-Romagna e Ferrara.

Ecco allora che “quando si perde le responsabilità vanno distribuite come in una piramide, chi è in cima certamente ne ha più degli altri, ma non le ha tutte – spiega la consigliera regionale -. Se partiamo da qui e non dalla fretta di cercare un posizionamento verso il nuovo leader, dall’ansia di trovare il modo per uscirne indenni, o quello per affossare un concorrente, siamo già sulla strada giusta. L’analisi del risultato che ne uscirà sarà certamente migliore”.

La frecciata, le frecciate, sembrano dirette proprio a Calvano e Vitellio. Sensazione corroborata dal fatto che la Zappaterra vede le ultime politiche come un’onda lunga partita da lontano: “Il 4 Marzo è successo qualcosa di decisivo, non solo a Roma, anche a Ferrara, dove ci siamo fatti scivolare addosso le sconfitte di Cento, Comacchio, Terre del Reno e Tresigallo senza la giusta autocritica.
Se qualcuno pensa che tra qualche mese tutto si sistemerà e si potranno affrontare le amministrative del 2019 come se nulla fosse, con gli organigrammi blindati e discussi in circoli ristretti, non avremo appreso nulla dalla lezione di queste elezioni politiche”.
Il riferimento va ricondotto probabilmente alle ultime direzioni dem, tra l’altro dall’esito a dir poco turbolento. “Siamo di fronte ad un cambio di paradigma politico – prosegue l’esponente Pd -. Non ci sono più zoccoli o barriere ideologiche che ci possano mettere al riparo dalla sconfitta. Le aspettative personali, le ambizioni, le battaglie di potere devono lasciare spazio all’esigenza principale che abbiamo adesso: rigenerare questo partito e rimetterlo in gioco. Si può fare se ci mettiamo in discussione, se riprendiamo ad ascoltare le persone, se riprendiamo a fare politica allargando lo sguardo”.

E per rigenerare il partito Zappaterra chiede, non in nodo esplicito, a Calvano e Vitellio di fare un passo indietro: “Non abbiamo bisogno di risse o di vendette, ma neanche di autoassoluzioni. Serve una discussione vera, il coraggio di cambiare e grande senso di responsabilità da parte di ognuno di noi”.

La riprova arriva dall’aspettativa di avere “un congresso aperto che, da un lato, cerchi le chiavi di lettura per capire come è cambiato il mondo, come è cambiato il lavoro, come sono cambiate le esigenze e le aspettative delle persone; dall’altro, trovi risposte che escano dai recinti identitari del Novecento”. Un congresso, e qui la Zappaterra ‘scopre’ le carte, non solo nazionale: “forse avrebbe davvero senso farlo a tutti i livelli”.

Dopo il ‘consiglio’ ai due segretari regionale e provinciale arriva un accenno al governo da costituire: “rispettiamo l’esito del voto: il M5S e la Lega hanno ottenuto più voti, trovino una soluzione per il governo del Paese senza di noi”.

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