mar 13 Feb 2018 - 1392 visite
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Povia contro i profughi? “Anche lui è un immigrato nella nostra città”

Greghi attacca l'esibizione del cantautore al carnevale di Cento: "Messaggio politico vergognoso che non rappresenta il clima di festa"

“L’immigrazìa è una follia voluta da chi vuole che tu vada via, immigrazìa portami via, che per mandare avanti il Pil vogliono i nuovi schiavi qui e mentre fissi il lampadario ti fregano il salario”. Il brano anti-immigrati cantato da Povia al carnevale di Cento fa scattare la polemica di Ivan Greghi, segretario del Pd di Cento, che “non accetta l’idea che qualcuno venga ad usare la manifestazione, la fatica dei carristi, dei volontari, dell’organizzazione, delle forze dell’ordine, dei centesi tutti, per lanciare nella nostra piazza un messaggio politico”.

“Sono centese e come tale amo il carnevale, amo il clima di festa che porta in città, ma quanto accaduto domenica non rappresenta il clima di festa che incarna il Carnevale di Cento” attacca Greghi che rivolge la sua invettiva all’esibizione dell’irriverente cantautore milanese.

“Mentre le piazze italiane si mobilitano per lanciare un segnale di allerta per il clima di tensione ed intolleranza che si sta alimentando nel Paese, la nostra piazza Guercino è stata utilizzata come palcoscenico di un vergognoso messaggio politico da parte di Povia” critica il segretario Pd, il quale “non condivide assolutamente il messaggio che l’artista ha voluto lanciare per mezzo dell’esibizione della sua canzone ‘immigrazia’ in cui esprime la sua visione del fenomeno dell’immigrazione”. E della politica perché, come recita il testo, “non è mica colpa loro, c’è un disegno molto chiaro, il potere veterano con la scusa del razzismo vuole fare fuori l’italiano”.

“Stravolgo le mie abitudini domenicali e pago le tasse per dare a Cento una manifestazione famosa in tutto il mondo e di cui da centese sono orgoglioso” ribadisce Greghi che si riserva l’ultima punzecchiata: “Il Carnevale di Cento è arte, cultura, passione. Forse Povia non lo sapeva perché dopo tutto, oggi lui era un immigrato nella nostra città”.

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