dom 4 Feb 2018 - 3730 visite
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Franceschini, la protesta resta fuori

I contestatori non vengono fatti entrare: "Volevamo solo far leggere i cartelli al ministro"

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. Deve abbassare la voce Gaetano: non è il caso di disturbare la conferenza del ministro Dario Franceschini, accorso in laguna in tempi buoni per la campagna elettorale che lo vede in prima linea tra i candidati estensi – “ma era una giornata di confronto programmata da tempo” aveva avvertito l’amministrazione – per raccontare il fatto e il da farsi, a Comacchio come nel Paese che vorrebbe continuare a governare da Palazzo Chigi.

Non sono in tanti a contestare il ministro, appena fuori dall’ingresso della sala polivalente San Pietro. Solo in due, ma inquietano guardie e security come fossero decine.

“Mi hanno lasciato fuori, sono prevenuti – commenta il contestatore -. Avrei semplicemente voluto assistere ad un incontro pubblico, in un luogo pubblico, e far leggere questo cartello al ministro. Non sono uno sprovveduto, so che non avrei dovuto eccedere, ma a quanto pare non è un mio diritto. Eppure è la nostra sala, non un club privato”.

“I reperti storici comacchiesi devono tornare da Ferrara a Comacchio” recita il piccolo cartello di Gaetano. Un desiderio espresso negli ultimi tempi da più di un rappresentante politico, non esclusa l’amministrazione comunale di Marco Fabbri. “Ferrara e i ‘personaggi del potere’ ci hanno privato di tutto, hanno svuotato Comacchio e continuiamo a farci prendere in giro da questi personaggi”.

“Che facciano la loro campagna elettorale, ma non è un bel clima quello che viviamo: la nostra è una libertà di pensiero sempre più limitata, repressa” conclude Gaetano con enfasi. Troppa. “Abbassi la voce” lo avvertono dall’ingresso.

Solo un canale lo separa da Manrico Mezzogori (volto della protesta lagunare noto per la sua battaglia nella Consulta Popolare San Camillo), anche lui mosso dallo stesso spirito. “Che fine ha fatto la Nave Romana di Comacchio?” vorrebbe chiedere Mezzogori. “Bisogna chiederlo a Franceschini, lui saprà certamente soddisfare il desiderio di verità su questa storia, un desiderio che nel 2015 era anche del nostro sindaco”.

Rinvenuta nel 1981 durante semplici lavori di manutenzione dei canali, la famigerata nave è attualmente ancora in restauro, mentre parte del suo carico ha trovato nuova collocazione nel neonato Museo del Delta Antico. “Lo sappiamo tutti che l’hanno rovinata, ma ce lo devono dire: l’hanno annegata in una vasca con liquido conservativo e intanto continuano a pubblicizzarla sui depliant per il suo solo carico”.

“Investire in bellezza? – va oltre Mezzogori – Ben venga, ma i monumenti massacrati di Comacchio li hanno dimenticati? I Trepponti, belli da lontano, perdono pezzi, come tutti i ponti del centro storico, che sono allo sfascio. Per non parlare del settecentesco Palazzo Patrignani, patrimonio comacchiese: ci piove dentro, le finestre sono piene di carcasse di uccelli”.

“La decisione di contrarre un mutuo sostanzioso per riqualificare Sant’Agostino dimostra che c’è l’intenzione di indebitarsi per recuperare il patrimonio storico artistico. Bene, quindi perché non limitarsi a creare un’arena estiva mettendo in sicurezza i ruderi della zona archeologica, destinando altre risorse ai nostri ponti e agli altri edifici? Questi ultimi vanno in decadimento, ma ci si inventa debiti per la personale gloria imperitura”.

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