dom 14 Gen 2018 - 3983 visite
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Doppio furto in via Adua: “Gli effetti della Gad oltrepassano le Mura”

Mercoledì sera incursione nei garage della via: "Sembra che aspettino di coglierti nel momento opportuno"

di Cecilia Gallotta

Gli “effetti della zona Gad” oltrepassano le Mura che la dividono da viale Belvedere e le sue vie limitrofe, che mercoledì sera sono state scenario di due furti, avvenuti in via Adua prima delle 23.

“Hanno scavalcato la recinzione”, raccontano due residenti del civico 6, i quali sono riusciti a risparmiare una bicicletta “perchè eravamo in casa e abbiamo sentito dei rumori, e quando siamo usciti abbiamo trovato la bici – precedentemente sistemata all’interno del garage retrostante la palazzina condominiale – appoggiata sul cancello davanti, pronta per essere trasportata fuori scavalcando nuovamente il cancello”. Due cassette degli attrezzi erano però già state rubate agli stessi condomini.

Stesso schema ripetuto al civico 9, dove la bicicletta invece – con tanto di seggiolini da bambino – non è stata risparmiata dagli autori del furto, che non si sono fatti mancare neanche una bottiglia di vino e un paio di guanti da lavoro. “Quella sera mi sono dimenticato di chiudere a chiave la porta del garage – riporta il residente – e la cosa inquietante è che sembra aspettino di coglierti proprio nel momento della dimenticanza o del giorno in cui sei fuori di casa”.

La stessa palazzina era infatti stata bersaglio di un’incursione in casa poco più di un mese fa, gli ultimi giorni di novembre, dove i ladri, non avendo trovato denaro, hanno messo in subbuglio un appartamento al primo piano, entrando dall’esterno del palazzo e chiudendo la serratura dall’interno, facendo passare attimi di panico all’inquilina, che ha successivamente chiamato i carabinieri per sfondare la porta.

“Sporgeremo denuncia nei prossimi giorni”, dichiarano i residenti che hanno subìto gli ultimi furti. La sera stessa avevano contattato la Questura “che ha detto avrebbe mandato una volante per un giro di perlustrazione, ma ovviamente troppo tardi”.

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