Gio 14 Dic 2017 - 221 visite
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Siberiana. Peruffo (Fi) punta il dito contro lo Stato

“Con la logica delle Belle Arti nemmeno Biagio Rossetti avrebbe potuto fare l'Addizione Erculea”

“La vicenda Siberiana, al di là della personale vicinanza ai gestori sia per l’aspetto umano che quello lavorativo, lascia tra i più un senso di impotenza e ingiustizia che vede sconfitto il lato buono di un intero quartiere e non solo”. A dirlo è Paola Peruffo, coordinatrice provinciale di Forza Italia, che ricorda come il chiosco di gelati che dovrà chiudere dopo oltre 30 anni di attività perché non ritenuto dalle Belle Arti degno del paesaggio delle mura estensi, “rappresenta (anche se dovremmo abituarci a usare il passato) un punto di riferimento per moltissimi ferraresi, ma anche e soprattutto un presidio di legalità all’interno di un cono d’ombra sempre più appannaggio dello spaccio di droga”.

Peruffo ammette che, come ha indicato l’assessore Serra, “il Comune centra poco con la chiusura dello storico esercizio. L’Amministrazione ha proposto lo spostamento del chiosco in un altro punto di città, soluzione non accettata dai gestori. Ma se anche fosse andato in porto il trasloco, il fatto non avrebbe risolto i problemi di vivibilità di quel lembo di quartiere Gad che rimarrà inevitabilmente scoperto”. 

La decisione è stata presa infatti dalla Soprintendenza, “da un apparato dello Stato, quello Stato a cui manca, nella fattispecie, un pragmatico lato pratico. Ciò che ha costituito un punto di riferimento per migliaia di famiglie ferraresi, in grado di arricchire un tratto verde di città e che ha permesso a tanti di apprezzare le mura cittadine, è divenuto all’improvviso un elemento che deturpa il contesto urbano, senza che alcuno abbia mai protestato per questa presunta impresentabilità”.

Eppure, fa notare la coordinatrice azzurra, esistono ambiti di degrado ad appena pochi metri di distanza, “senza dimenticare la presenza di manufatti ben poco contestualizzabili – seguendo la logica della Sovrintendenza – rispetto alle Mura rinascimentali. Parlo per esempio, restando agli ultimi anni, del colossale complesso del Darsena City o delle immense torri faro dello stadio, aggiunte pochi mesi fa”.

Per Peruffo è sì “prioritaria la tutela del patrimonio artistico e culturale”, ma al contempo è possibile non rinunciare “ad accogliere elementi di modernità, compreso ciò che si è venuto a creare attraverso la crescita urbanistica degli ultimi decenni, purché il tutto si fondi in un contesto di armonia e fruibilità. Non si fosse seguita questa logica sarebbe stato impossibile, per lo stesso Biagio Rossetti, dar vita all’Addizione Erculea. Qualcuno dovrebbe meditarvi”.

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