ven 8 Dic 2017 - 1035 visite
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Portomaggiore, piano di rientro ‘indolore’

I 5 milioni di euro previsti saranno ottenuti in gran parte da risparmi come pensionamenti e scadenza di mutui

di Marcello Celeghini

Portomaggiore. Un piano di rientro da 5 milioni di euro che non andrà ad intaccare i servizi e che prevede accantonamenti per investimenti. È questa la ‘cura’ presentata alla stampa dal sindaco portuense, Nicola Minarelli, per far fronte al buco di bilancio di 3,5 milioni di euro. Il piano avrà durata decennale (fino al 2026) e prevede, tra l’altro, l’alienazione di immobili e di azioni. Lunedì 11 sarà all’esame del consiglio comunale portuense per l’approvazione finale.

Il piano che sarà presentato presso il Ministero, non appena ci sarà il via libera dal consiglio comunale, sarà di 5 milioni: 3,5 milioni saranno necessari a ripianare il ‘buco’, 500mila euro saranno accantonati per eventuali risarcimenti per la causa trentennale in atto con la famiglia Cesari per l’esproprio di Piazza Repubblica, e un milione di euro sarà accantonato per futuri investimenti.

“Il piano di rientro – rivela Minarelli – ha richiesto la redazione di bilanci di previsione dell’ente fino al 2026 poiché non prevede solo il reperimento della cifra strettamente necessaria per appianare il buco, ma anche risorse aggiuntive per garantire stabilità economica nel prossimo futuro”.

Le risorse per il piano decennale di rientro saranno in gran parte garantite non da tagli alla spesa ma, bensì, dalla cessazione ‘naturale’ di alcune voci di spesa del Comune. Vi sarà un risparmio di 130mila euro ottenuto grazie a minori trasferimenti all’Unione Valli e Delizie (già in programma vista l’ottima salute dei conti dell’ente sovracomunale), vi sarà un risparmio anche dal personale poiché solo tre unità delle undici in via di pensionamento da qui al 2026 saranno rimpiazzate (risparmio di 670mila euro), ma il risparmio più consistente avverrà dalla scadenza naturale (a partire dal 2021) di alcuni mutui contratti (ben 5 milioni di euro).

Non saranno toccati i servizi si diceva. L’unica piccola variazione è nel costo del pasto alla mensa scolastica che passerà da 4,55  euro a 5,10 euro per garantire un grado di copertura più alto dei servizi mensa, scuolabus e nido (un grado inferiore al 37% bloccherebbe infatti i trasferimenti statali). “Sempre per la mensa scolastica e per il nido passeremo al sistema del prepagato per cercare di ridurre la quota degli insoluti, in modo da riuscire in un prossimo futuro ad abbassare nuovamente il costo del pasto nella mensa”. Nessuna rinuncia neppure per quanto riguarda il piano delle opere pubbliche: ci sarà l’adeguamento della scuola elementare, il recupero del Teatro Concordia e il rifacimento della piscina comunale, tutti progetti già finanziati.

Minarelli svela anche i punti di forza e di debolezza del piano. “Il punto di forza è senz’altro il fatto che tutte le risorse che compongono i 5 milioni sono certe. Il punto di debolezza è che la maggior parte dei risparmi avverranno in maniera naturale solo a partire dal 2021 (pensionamenti e mutui). Per accelerare il processo di risanamento abbiamo previsto altre misure aggiuntive, come l’alienazione di azioni di Area Impianti (ricavi per 400mila euro) nel 2018 e l’alienazione nel triennio 2019-2021 di immobili di proprietà comunale (300mila euro all’anno)”.

L’iter del piano di rientro prevede, dopo l’approvazione del consiglio comunale, la sua spedizione agli uffici preposti del Ministero che avranno diversi mesi di tempo per chiedere chiarimenti, correzioni o modifiche per poi approvare il documento. Nonostante l’iter lungo, il piano sarà operativo già lunedì 11 dicembre con il voto consiliare.

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