gio 7 Dic 2017 - 2303 visite
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Sandra Maestri davanti alle telecamere a una settimana dal pestaggio

La giovane vittima intervistata da Studio Aperto. "Grazie a tutti per la vicinanza, bisogna stare uniti contro la delinquenza"

Sandra Maestri intervistata da Studio Aperto

“Trentadue anni, imprenditrice agricola, ferrarese con madre slovacca, un fisico imponente: Sandra Maestri non è una donna che un uomo può picchiare facilmente ma se gli uomini sono cinque spacciatori che forse la scambiano per un poliziotto allora può finire così; pestata a sangue in una zona di Ferrara, quella dell’Acquedotto, dove sembra che dopo una certa ora viga il coprifuoco”.

È la ricostruzione che Studio Aperto manda in onda per raccontare la violenta aggressione avvenuta esattamente una settimana fa, giovedì 30 novembre, in piazza XXIV Maggio. La vittima si presenta davanti alle telecamere con ancora il volto pesto, tumefatto dalla scarica di pugni ricevuti durante il pestaggio a scopo di rapina. E racconta ancora la sua storia, senza paura, ai microfoni del telegiornale di Italia 1.

“Ho preso delle pacche qua (si tocca la fronte, ndr), l’unica cosa che mi ricordo è la mia testa che arriva sulla panchina e mi hanno preso a pugni sul lato sinistro della faccia – ricorda Sandra Maestri -; mi sono svegliata con il dolore alle costole quindi non so se mi abbiano colpita prima che svenissi o se io fossi svenuta e continuassero a pestarmi. Il portafoglio era appoggiato sulla panchina, aperto, senza i 500 euro che avevo all’interno, perché avevo appena ricevuto l’anticipo dello stipendio. L’unica cosa che mi ricordo quando ho aperto gli occhi è che ero circondata da persone di colore che se la sono data a gambe levate”.

“Sandra nonostante il trauma cranico e le costole incrinate non vuole essere strumentalizzata” commenta il giornalista Maurizio Zuffi nel servizio andato in onda domenica scorsa, prima di lasciare la parola alla ragazza: “Sono cresciuta su un’apertura mentale verso tante culture diverse dalla mia, non voglio assolutamente andare a toccare il tasto dell’immigrazione, vorrei che si aprisse una sicurezza maggiore verso noi italiani ma anche gli extracomunitari che devono subire queste delinquenze alle 9.30 di sera”.

A una settimana dal brutale episodio, la giovane vittima ringrazia la comunità per il sostegno ricevuto: “Grazie per esser stati tutti così presenti, io son abituata a star serena, a non avere paura di niente o comunque ad affrontare ciò che temo, e anche stavolta si apre una nuova sfida – scrive Sandra Maestri in un post su Facebook -. Mi siete stati intensamente vicini, lo siete ogni giorno, mi sento protetta dal vostro affetto e le vostre parole mi stanno facendo rialzare con una forza più grande di prima, una forza che conosce un nuovo pericolo, mai riconosciuto in precedenza: l’uomo”.

“Ringrazio il mio corpo per essersi svegliato, dopo esser svenuto per le botte prese, in mezzo a quel giardino dove rischiava di congelare, dove rischiava di morire per emorragia interna e dove il mancato soccorso – dichiara la 32enne – è frutto dell’abitudine stessa di vedere quotidianamente episodi di violenza sotto ai propri balconi… non si pensa mai si possa trattare di una persona estranea allo schifo che abbiamo intorno”.

“Ringrazio chi mi dà il suo amore, facendomi sentire la roccia che ero prima, nonostante io le abbia prese come se non avessi una dignità da rispettare, e facendomi sentire dalla parte della ragione quando il sistema italiano sembra tuteli più i diritti di uno spacciatore di quelli che hanno i suoi cittadini – ribadisce Sandra Maestri -. Un grande appoggio mi è stato dato da tutti, si capisce che un problema è di dimensione “globale” quando perde il colore politico e, anche se le questioni a riguardo sono molto accese, unisce tutti ad affrontare il vero punto della situazione”.

“Potrei scappare, potrei cercare un posto lontano per dimenticare, ma qui non c’è niente da dimenticare – chiosa la vittima -: bisogna stare uniti per ridurre la nostra vulnerabilità e per rendere minima la predisposizione che abbiamo a questi pericoli che quotidianamente incombono sotto alle nostre abitazioni. Grazie di cuore a tutti”. 

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