dom 19 Nov 2017 - 2065 visite
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“Bper ha acquistato agevolmente Carife a 1 euro, ora faccia la sua parte”

Il presidente di Federconsumatori Zapparoli: " Si inserisca in fretta il fondo per gli azionisti in legge di bilancio"

di Simone Pesci

“Bper ha acquistato agevolmente Carife, a 1 euro. Adesso Bper faccia la sua parte, così come l’ha fatta Banca Intesa che ha messo 100 milioni di capitali suoi per i debiti delle banche venete”. Così Roberto Zapparoli, presidente di Federconsumatori, durante l’assemblea che ha riunito alla Rivana quasi un centinaio di risparmiatori sabato mattina.

Zapparoli ha richiamato Bper alle sue responsabilità, ma ha anche illustrato il risultato dell’incontro avuto giovedì mattina con il viceministro dell’Economia Pier Paolo Baretta, spiegando che l’idea è quella di “mettere un fondo di ristoro per gli azionisti nella legge di bilancio”, anche se Baretta non ha mai parlato di azionisti “perché in finanziaria quella parola lì allerterebbe l’Europa: occorre quindi bypassare il problema”. Zapparoli parla di passi avanti, anche se il fondo di ristoro deve essere messo in fretta: “Deve essere qualcosa di fruibile anche in futuro. Il tempo stringe perché siamo quasi in campagna elettorale e non sapremo chi governerà questo Paese in futuro”.

Il presidente di Federconsumatori ha anche fatto il quadro generale, confermando che l’impegno della sua associazione “sarà costante su tutti i versanti, anche sulle cause civili e penali”.

Argomento del giorno, non poteva essere altrimenti, la sentenza del tribunale civile di Ferrara che recentemente obbliga la nuova Carife al risarcimento di un risparmiatore. “La sentenza rende una strada impervia un po’ più percorribile – esordisce l’avvocato di Federconsumatori Ermanno Rossi -. Una sentenza sorprendente, che va contro al principio del Salvabanche, che in sostanza doveva fare in modo che una banca fosse comprabile non facendo ricadere sugli acquirenti gli strascichi dipesi da una mala gestione”.

Bper, dal canto suo, farà di tutto “per appellare la sentenza”, perché il loro punto di vista è “che sono stati costretti controvoglia a comprare Carife”, con la convinzione che “il decreto Salvabanche avesse appunto blindato tutti gli strascichi”.

L’avvocato Massimo Buja parla invece di sentenza “con una grande portata innovativa”, che costituirà “un precedente importante e prezioso”, nel cammino “della tutela dei risparmiatori”. Il caso di Ferrara, però, non è l’unico in Italia, come rivela Buja: “Una recente sentenza del tribunale delle imprese di Milano ribadisce sostanzialmente i principi emersi a Ferrara. Ossia che il risparmiatore non vuol far valere il titolo azzerato, ma un suo diritto in quanto sono state violate le regole”.

Buja coglie l’occasione anche per ricordare che “le cause civili non possono essere intraprese indistintamente da tutti”, ma occorre accertare delle violazioni, che possono essere quella “della nullità del contratto di investimento”, oppure “la violazione che certifica che il prodotto finanziario non corrispondeva al profilo di rischio dell’investitore: sono stati venduti numerosi titoli rischiosi fuori mercato, e non credo che sia stata fatta la necessaria minuziosa informativa”.

Poi indica una nuova strada, quella “dell’Arbitro delle controversie finanziare istituito dalla Consob: procedimento meno oneroso rispetto al tribunale. Ma anche qui è necessario avere determinate caratteristiche tecnico giuridiche”.

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