mer 20 Set 2017 - 891 visite
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Azzerati Carife: “E’ un problema politico”

Il M5S incontra i risparmiatori traditi. “Abbiamo bisogno che i partiti parlino lo stesso linguaggio”

di Cecilia Gallotta

E’ un programma fitto quello presentato dal Movimento 5 Stelle ai risparmiatori azzerati Carife, che in questo delicato momento politico stanno portando avanti la richiesta, ai partiti del territorio, di trovare qualche soluzione al dramma “economico, ma anche umano, sociale e psicologico che stiamo vivendo”.

Un programma, quello del M5S, “finora l’unico ad essere stato depositato per quanto riguarda la riforma del sistema bancario”, fa presente Ilaria Morghen, e che prevede, prima di tutto, la separazione tra banche ‘di finanza’ e banche ‘di risparmio’. Segue poi la proposta per una riforma di vigilanza bancaria, e dell’usura, oltre alla creazione di una banca pubblica per gli investimenti, “per proteggere anche il sistema bancario che per colpa degli stessi amministratori scarseggia di fiducia”.

Più tecnico il consiglio del commercialista Gilberto Battistini: “Dovremmo cominciare a distinguere gli obbligazionisti subordinati, che hanno sicuramente più possibilità, dagli azionisti, che anche dalla Corte di giustizia europea non possono illudersi di ottenere alcunché. Almeno finchè si continua a impostare il discorso su un rimborso che vi spetta, per quanto questo possa essere ritenuto vero. Se vi chiedete il motivo per cui avete comprato quelle azioni, e la risposta è sul consiglio di qualcuno, ciò potrebbe far ricadere questo qualcuno in una frode – riporta semplificando alcuni estratti di pareri giuridici su come si configura la frode e l’usura – e questo potrebbe quanto meno essere un elemento per trovare un tavolo di discussione”.

Entro il 30 novembre scade poi il termine per chiedere l’arbitrato, e “un’altra cosa che si può fare – suggerisce Battistini – è quella di presentare un’istanza che chieda, nel caso di accettazione, una proroga dei tempi di consegna dei documenti, che sono abbastanza stretti”.

Tutto questo anche alla luce del fatto che ormai “il discorso di rientrare nella Zes è difficile da attuare – afferma Paolo Pennini del M5S – perché le zone economiche speciali devono sì avvantaggiare un territorio ma non devono violare i principi della libera concorrenza all’interno dell’eurozona”, e questo vuol dire che nel processo decisionale “vengono coinvolte Provincia, Regione, governo ed Europa – chiosa Morghen – e se ci fosse un governo lineare e capace forse sarebbe anche possibile”.

Ciò su cui invece il Movimento ha potuto lavorare, “sposandone l’idea – riporta Milena Zaggia del coordinamento per le vittime dei No Salvabanche – è la richiesta che porteremo avanti per il fondo dei cosiddetti conti dormienti (legge 266 del 23/12/2005), recentemente trasferiti al capitolo 3382 delle entrate del bilancio dello Stato, per i quali è previsto l’utilizzo di due miliardi”.

Una cosa di cui “siamo molto contenti – riportano i risparmiatori ai rappresentanti del M5S – ma per la quale dovete sapere che domani saremo davanti ad un’altra porta a rognare. La nostra stessa disgrazia è capitata in Europa e nel resto del mondo, ma la differenza è che a Ferrara si è deciso che la responsabilità è dei dirigenti e che a pagare dobbiamo essere noi”.

“Ho l’impressione che il problema non sia tecnico ma politico – prosegue Alberto Dolcetti – ed è per questo che stiamo chiedendo a tutti i partiti di trovare il modo di farci riavere qualcosa. Perché noi da Bper non possiamo pretendere niente, ma nello stesso tempo qui ognuno vota per conto suo, e dovreste tutti agire ricordandovi questo. Abbiamo bisogno che per una volta i partiti parlino lo stesso linguaggio”.

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